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“In corsia si spaccia droga, servono controlli”

Da: “Il Corriere della Sera” di mercoledì 9 febbraio 2000
Malato muore dentro un armadio

“Allo Spallanzani vengono spacciate sostanze stupefacenti, lo sanno medici e infermieri che però sono terrorizzati”. Lo hanno sostenuto Massimo Barra, direttore di Villa Maraini, il responsabile dell’unità Hiv della Fondazione Roberto Presciutti e un volontario da poco dimesso dal reparto dove è stato trovato morto lo slavo. Francesco Lauria, neodirettore sanitario dell’istituto, afferma di non sapere se in ospedale qualcuno spacci droga, ma ammette che “c’è un problema legato a caratteristiche comportamentali di qualche malato, con precedenti o tossicodipendente”.

“Abbiamo segnalato molte volte ai responsabili dell’ospedale la carenza di sicurezza – ha detto Barra – perché manca la figura chiave del mediatore culturale, in questo caso un ex tossicomane in grado di relazionarsi con gli spacciatori ed i drogati essendo stato uno di loro”. Dove ci sono tossicodipendenti, incalza Barra, c’è droga.

“Se gli stupefacenti arrivano nelle carceri figuriamoci se non possano arrivare in ospedale. Il problema è che i drogati non si possono trattare come malati qualsiasi, ma sono elementi che hanno particolari problemi psicologici e sociali. Purtroppo però gli amministratori rifiutano la nostra collaborazione e hanno preferito pagare i vigilantes”.

“Tutti sanno che allo Spallanzani gira droga – ha detto il volontario – medici, infermieri e vigilantes fanno finta di non vedere”. La carenza di sicurezza è stata segnalata anche dal segretario della Cgil Funzione pubblica di Roma ovest Alfredo Battisti. “Ci sono rischi d’incolumità per medici, infermieri e malati. Tre mesi fa alcune auto di dipendenti sono state danneggiate di certo per ritorsione. Serve più attenzione senza però blindare l’ospedale”.

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