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“Cibo e sonno, da qui si può capire”

Da: “Il Messaggero” dell’11 novembre 2000 – Roma.
Risponde l’esperto

“Attenzione ai forti cambiamenti del comportamento. A casa, la fase acuta dell’effetto è quasi sempre già finita, ma ci sono strascichi dai segnali inequivocabili”. Massimo Barra, presidente del centro di recupero “Villa Maraini” allerta mamme e papà: di fronte ad un figlio che appare “strano”, non bisogna abbassare la guardia.

“I genitori dovrebbero essere i primi a capirlo, perché soltanto loro sono in grado di valutare il modo di essere dei ragazzi, al di là di luoghi e fatti specifici” – dice ancora Barra -. “Chi prende anfetamine, ad esempio, potrebbe smettere di mangiare, o mangiare pochissimo, quando invece è di solito una buona forchetta.

Oppure, al contrario, abbuffarsi, quando mai lo aveva fatto. C’è chi inizia ad alzarsi tardi, e prima era mattiniero, o chi d’un tratto smette di dormire, o dorme pochissimo. Quando la droga è ancora in circolo, il soggetto è “speed”, veloce: non sente la fatica, straparla, oppure è scorbutico, irascibile per un nonnulla.

Soprattutto, si sforza in tutti i modi di apparire normale. Recita”. Strappi violenti alla routine quotidiana sono visibili anche su chi si droga con i sonniferi (il “roipnol”, diffusissimo, oppure il “minias”, iniettabile, o ancora la nuovissima “chetamina”, un anestetico per animali), trasformati, in sovradosaggio, in veri e propri allucinogeni: “I sedativi” – spiega ancora Barra – “fanno “viaggiare” l’individuo in uno stato sognante.

Sotto l’effetto, si possono fare azioni senza senso, dissociate dall’intelletto: indossare un paio di jeans di un fratello, ad esempio, che porta una taglia tre volte più grande, fino a svuotare di tutti i pezzi meccanici la propria automobile. Con i sonniferi si diventa “appiccicosi”, con la tendenza a ripetere più volte sempre le stesse frasi”.

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