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Carceri: Villa Maraini a Corleone, senza metadone si muore

Da: “ANSA” – Roma, 30 marzo 2000

A Regina Coeli i detenuti tossicodipendenti continuano a morire per la mancata somministrazione di metadone e il caso Ciuffreda è solo l’ ultimo anello di questa “catena della morte”. A denunciare “storie di morti annunciate” per il mancato uso del farmaco sono stati stamane gli operatori e gli ospiti di Villa Maraini durante la visita del sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone.

L’uso del metadone – hanno ricordato gli operatori – è un metodo ormai diffuso non solo nelle carceri per evitare che i detenuti tossicodipendenti – 15 mila in Italia, pari al 30 per cento della popolazione carceraria con punte del 50 per cento in città come Roma, Torino, Napoli, Milano – cadano in crisi di astinenza. Nel ’99 agenti di polizia, carabinieri e tribunali hanno richiesto per 864 volte l’intervento dell’unità mobile di Villa Maraini per la somministrazione di metadone alle persone tossicodipendenti temporaneamente recluse nelle celle di sicurezza di commissariati, caserme e tribunali.

“A Regina Coeli, – ha detto il direttore di Villa Maraini Massimo Barra – dove ogni giorno entrano almeno 25 persone di cui la metà tossici, le crisi di astinenza le fanno passare con tre gocce di Valium o con punture di Voltaren. Ciuffreda è chiaramente morto per una crisi da astinenza e per la mancanza di farmaci per l’Aids adeguati!”.

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