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113 Eroina, un altro anno tragico

Da “Corriere della Sera” di mercoledì 5 gennaio 2000
Centro Storico e Primavalle le zone con più tossicomani Vittime della droga:
Ma a Termini va meglio

Centotredici morti per droga nel ’99, secondo i dati della polizia che ha fatto la conta degli interventi effettuati nell’anno. Le vittime dell’eroina non sono diminuite. Ma neanche aumentate e questo viene ritenuto un segnale positivo. Da un po’ di tempo il bilancio è più o meno lo stesso – commenta Massimo Barra, della Fondazione Villa Marani – . Il fenomeno si va stabilizzando.

Direi che è stata un’annata tutto sommato tranquilla. Non abbiamo assistito ad una strage. Eppure il ’99 era cominciato male, malissimo. Nei primi giorni di gennaio, una serie di morti a catena, provocate probabil-mente da una partita di roba “troppo buona”. Nei mesi successivi per fortuna non ci sono stati più fenomeni di morti a grappolo. A Villa Maraini dicono di aver recuperato con gli interventi su strada e somministrazione di “Narcan” (l’antagonista dell’eroina) 90 persone con overdose fatale, quindi destinate a una fine orribile.

Altri 42 tossici sono stati salvati a Roma sud dagli operatori di “Magliana ’80” che gestisce unità di strada tra Magliana e Ostia. La questura ha ricostruito la mappa della tossicodipendenza. Il quartiere più a rischio per numeri di interventi è ancora il centro storico, dove confluiscono specie nel fine settimana i consumatori che non hanno trovato droga in periferia.

Segue Monteverde, forse per il movimento di tossicodipendenti che gravitano attor-no al Sert del Forlanini, uno dei più grandi di Roma per numero di assistiti, fino a qualche mese fa situato all’interno del San Camillo. Al terzo posto nella classifica delle zone dei “buco”, c’è Primavalle, periferia nord di Roma. priva di ogni forma di assistenza, il quartiere dove la polizia ha difficoltà a penetrare, protetto da una catena di solidarietà al negativo.

Si muore molto meno invece a Termini grazie alla presenza del camper di Villa Maraini che costituisce una garanzia per gli “schiavi del buco”. Per appartarsi nei cunicoli del metrò o nei sottopassaggi vengono da tutta Roma perché sanno di avere meno probabilità di rimetterci la pelle. Prima di cominciare il viaggio, molti comunicano agli operatori il luogo dove andranno a nascondersi. Il bilancio della questura è tuttavia incompleto, anche se Barra lo ritiene veritiero.

E’ probabile che manchino i casi di overdose avvenuti in casa o in ospedale. C’è un altro dato da estrapolare. L’età delle vittime si è abbassata. Gli eroinomani notoriamente sono gente “anziana”, drogati di lunga data tra i 35 e i 40 anni. Nel’99 invece sono morti molti giovani sotto i 25 anni. Un caso, secondo Barra. Ma Guglielmo Masci, direttore dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze, ne dà una lettura diversa.

Questo è l’effetto delle politossicodipendenze – analizza -. I ragazzi si impasticcano di ecstasy e anfetamine nei locali e nelle feste rave. Poi, dopo due o tre giorni di eccitazione, hanno bisogno dell’eroina per sedarsi. Un’altalena pericolosissima che può dare origine a collassi. Sarà il maggiore problema del futuro.

Bisogna attrezzarsi per affrontarla in modo adeguato. L’Agenzia per le tossicodipendenze del Campidoglio finanzia due numeri. C’è “Droga che fare” (800.272.727), che fa parte del progetto “Roma sicura” a disposizione di cittadini, operatori e giovani. Vengono date informazioni sui centri, sulle sostanze e sulle iniziative da prendere in situazioni di emergenza.

Chiamano soprattutto genitori che chiedono di essere aiutati a riconoscere i comportamenti dei figli. “Telefono aiuto”, gestito da Villa Maraini, 06.65.74.11.88, è la linea di pronto intervento per chi ha bisogno di soccorso immediato.

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