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Villa Maraini: raccolta di fondi per tenere la struttura aperta

Da: “Sanità Lazio” del 25 marzo 2004 – Roma.
Intervista a Massimo Barra, Direttore della Fondazione

La Fondazione Villa Maraini da anni operante nel territorio della Asl Rm D, nasce dalla comunità terapeutica fondata nel 1976 nell’ambito della Croce Rossa Italiana. Al suo fondatore e attuale Direttore, Massimo Barra, abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di gravi difficoltà economiche che la struttura sta nuovamente attraversando.

Oggi, come accaduto spesso nella vostra storia, rivivete il rischio chiusura per mancanza di fondi. Cosa sta accadendo?
Villa Maraini è costantemente sottofinanziata rispetto a quello che fa. E se a questo si aggiungono i ritardi con cui gli enti convenzionati onorano i loro debiti, si spiega lo stato di grande sofferenza in cui la fondazione versa. Noi chiediamo che a Villa Maraini venga riconosciuto il ruolo di unico ospedale in Italia per tossicodipendenti aperto 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Come arrivano i finanziamenti?
Per continuare ogni anno a fare semplicemente quello che facciamo da sempre bisogna ogni volta presentare un progetto, perché l’attività è finanziata soltanto su progetti che hanno una fine e un inizio, arbitrariamente stabiliti dalla burocrazia. Tutti i servizi pubblici usufruiscono di Villa Maraini, dai Carabinieri alle Asl che chiedono prestazioni che non vengono retribuite. Le nostre attività sono in costante aumento e così il buco in bilancio si allarga sempre più. Da un lato chiediamo la beneficenza e dall’altro aspettiamo che qualcuno si muova per trovare una soluzione definitiva.

Avete avuto finora qualche risposta concreta?
Ho parlato con Storace che mi ha telefonato e con Verzaschi, che hanno convocato una riunione per il 30 marzo. Speriamo che esca qualcosa di nuovo. Tutti parlano di lotta alla droga ma quando c’è qualcuno che la fa veramente non gli si garantisce neanche lo stipendio.

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