Servizi

Villa Maraini in piazza

Da: “Il Tempo” del 20 febbraio 1997 – Roma.

Chiusi oggi pomeriggio, per tutta la durata della manifestazione, i servizi di Villa Maraini. L’appuntamento è per le 16 nella piazza del Campidoglio per pazienti e genitori degli oltre mille tossicodipendenti in cura presso la fondazione di via Ramazzini.

“La capitale rischia di trovarsi senza le attività di Villa Maraini che da vent’anni è in prima linea nella lotta e nella cura della droga e dell’Aids – spiega Tiziano Vischetti presidente dell’associazione genitori – Non si tratta di un pericolo lontano, ma di una certezza che solo la volontà del Comune e della Regione può scongiurare”.

Ieri pomeriggio, intanto, i responsabili della fondazione hanno potuto incontrare il ministro degli affari sociali Livia Turco. “Un incontro piacevolmente inconcludente” lo ha definito Massimo Barra, presidente della comunità. Il motivo: l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Lionello Cosentino, e il presidente della Usl non si sono presentati.

C’erano invece Matteo Amati, assessore ai servizi sociali della Regione, o Amedeo Piva, suo omologo per il Comune. “Amati ha detto che solleverà il problema in Giunta non essendo competente in materia. Il secondo ha ribadito che farà quanto è nelle sue possibilità – ha spiegato Barra – sostanzialmente un nulla di fatto. Al solito.

Tante belle parole senza nulla di concreto. Abbiamo bisogno di una convenzione che permetta a Villa Maraini di avere un budget ordinario e quindi di poter garantire la continuità dell’assistenza. Al ministro e agli assessori non abbiamo chiesto nulla di meno di quel che serve per non interrompere le nostre attività, completamente gratuite per l’utenza”.

L’assessore Cosentino continua ad essere latitante nonostante nei giorni scorsi lo stesso vicepresidente della commissione sanità regionale, Tommaso Luzzi di An, abbia chiesto in un’interrogazione urgente quali provvedimenti l’assessorato intendesse adottare per consentire il rapido riconoscimento istituzionale di Villa Maraini.

“La comunità è indicata come una delle più importanti strutture sanitarie per la tossicodipendenza – si legge tra l’altro nell’interrogazione – eppure la Regione prevede una delibera per una convenzione per soli trenta posti, pur avendo un numero di utenti tra il più alto nel Lazio”.

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