Servizi

Villa Maraini: fiorira’ mercato nero del metadone

Edito da Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori

03-01-2014 15:28 ITALIA/Chiusura SerT. Villa Maraini: fiorira’ mercato nero del metadone Villa Maraini lancia un allarme: a causa della chiusura dei ser.t fiorisce il mercato del metadone. “La legge nazionale antidroga prevede che i ser.t. debbano espletare la loro funzione nell’arco di tutte le 24 ore – si legge in una nota della Fondazione – la previsione legislativa è corretta: si è drogati giorno e notte e l’interesse pubblico consiste nel tenere sempre una porta aperta a un tossicomane che si voglia curare. Se la porta rimane chiusa i pazienti in astinenza sono obbligati a recarsi ai pronto soccorso degli ospedali che già sono intasati per conto loro. La normativa sull’apertura a 24 ore non è applicata nella regione Lazio ed è da questa considerata ‘qualis non esset’: gli orari di apertura dei ser.t. variano da asl a asl, nessuno avendo avuto l’idea di imporre orari omogenei almeno per tutta la città di Roma”.

Ma c’è di più, per la Fondazione: “per ‘risparmiare’, gli orari sono continuamente contratti, specialmente nei week-end e nelle feste comandate. Sempre per ‘risparmiare’ sta prendendo piede la consuetudine di consegnare il metadone da portare via per periodi più o meno lunghi di terapia da conservare a casa. Tale prassi, pur legittima – afferma il fondatore di Villa Maraini, Massimo Barra – è però inopportuna, se usata indiscriminatamente anche per tossicomani tuttora attivi. Molti di questi, non essendo sottoposti a terapia quotidianamente controllata, invece di assumere il metadone lo vendono al mercato grigio, che è il mercato illegale di una droga legale. Spesso il metadone viene venduto in cambio di eroina che viene assunta vanificando così la logica della terapia.

Questa procedura, attivata per ‘risparmiare’ diventa così un clamoroso autogol ai danni dei pazienti e di tutta la collettività. Tutti lo sanno ma fanno finta di niente. Fin quando un sequestro di metadone obbligherà qualcuno a domandarsi di chi sia la responsabilità di aver contribuito a creare un mercato clandestino parallelo di una sostanza che dovrebbe essere venduta solo in farmacia o somministrata direttamente nei servizi. Colpa solo dei drogati? O mala pratica medica?”.

,