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Stupefacenti: Cinzia Merlonghi, “ho scoperto di essedre forte”

Da: “ANSA” – ROMA, 8 aprile 1997

“Ho scoperto di essere forte. E questa sera, dopo tanti giorni d’angoscia, sono felice. Felice al punto da non capire più niente, tranne una cosa: che quanto è successo a me questa sera offre una speranza a tutti quelli che si trovano, adesso, nella situazione in cui io mi trovavo fino a qualche ora fa”. Parla a fatica, Cinzia Merlonghi, 37 anni, l’ ex tossicodipendente, oggi operatrice della Fondazione romana “Villa Maraini”, alla quale il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha concesso questo pomeriggio la grazia parziale.

“Quell’aggettivo parziale, non mi limita affatto – spiega Cinzia – il provvedimento firmato oggi dal presidente della Repubblica è quanto basta perché io non debba più rientrare in carcere. Era tutto quello che desideravo. E l’ho ottenuto, grazie alla sensibilità del Presidente Scalfaro, dei ministri Turco e Flick e di tutti, tutti coloro che mi hanno ascoltato e capito. Quella di oggi, dopo tanta angoscia, è proprio una buona serata”.

La notizia, precisa, “non l’ho ricevuta direttamente. Non ero in casa, quando alle 18 è arrivata la telefonata della presidenza della Repubblica. A quella telefonata ha risposto mio padre, che mi ha subito rintracciata a casa di un’amica, dove mi ero rifugiata qualche giorno fa per resistere allo stress e ripararmi un po’ dall’attenzione generale”.

“Dopo aver parlato con mio padre – racconta Cinzia – ero così felice, che non sapevo più che fare. La mia amica era uscita per andare al lavoro, con me non c’era nessuno. Ho cominciato a parlare da sola, mi sembrava di impazzire, avrei voluto urlare a tutti la mia gioia”. Poi sono arrivate le altre telefonate, quelle degli amici, degli operatori di Villa Maraini. “Sono venuti a prendermi per portarmi alla Fondazione.- ha detto Cinzia – Ora penso soltanto a festeggiare. E al fatto che fra qualche giorno, al più tardi, ricomincerò a fare quella splendida vita che faticosamente, negli anni, ero riuscita a conquistare”.

“Ha ragione Massimo Barra – ha aggiunto – quando dice che questa storia, paradossalmente, mi ha maturata. Ho scoperto dentro di me una forza che non sapevo di avere. Di questo devo ringraziare tutti gli operatori di Villa Maraini. E’ grazie a loro, che cinque anni fa mi hanno tirata fuori dalla droga, se oggi sono finalmente felice”.

Svegliandosi questa mattina, convinta di dover tornare in carcere, Cinzia ha pensato alle cose pratiche: “Pensavo a come organizzare la mia cella – ha spiegato – alla musica, al fornelletto, ai vestiti che sarebbe stato meglio mettere in valigia”. La valigia è ancora nel portabagagli dell’auto che avrebbe dovuto portarla a Rebibbia. “Questa sera la riporto a casa – ha concluso – disfarla sarà bellissimo”.

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