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Senza confini sotto la stessa bandiera

Tratto da: “Info C.R.I. – Filo diretto con la Croce Rossa Italiana in Lombardia” del 4 ottobre 1997

… E proprio all’intervento di Cornelio Sommaruga, al convegno di Lavena Ponte Tresa del 6 settembre scorso, abbiamo dedicato uno spazio particolare all’interno di questo notiziario. Non sono mancati inoltre gli interventi di importanti rappresentanti del mondo della Croce Rossa Italiana, come quello dell’avvocato Giangaleazzo Monarca, Commissario regionale del comitato lombardo della Croce Rossa ed ancora quello del dottor Massimo Barra, Ispettore nazionale dei volontari del soccorso che, alla luce dell’approvazione del nuovo statuto, hanno evidenziato la particolarità e l’importanza del momento vissuto dalla Croce Rossa Italiana oltre al futuro che l’attende come istituzione ed a quello che attende i suoi associati.

“La Croce Rossa Italiana sta attraversando un periodo che non esito a definire magico – ha sottolineato l’avvocato Giangaleazzo Monarca – Dopo tantissimi anni è chiamata a ridisegnare autonomamente, con tutti i suoi uomini e tutte le sue donne, il proprio cammino… Una storia di ente pubblico, tanto più nel mostro paese, è una storia che pesa e che continuerà a pesare – ha continuato il commissario regionale della Lombardia – Siamo però assolutamente convinti non essere semplicemente la storia di un ente pubblico…ma la storia di una grande società nazionale…sicuramente parte della storia d’Italia. Noi sentiamo questa responsabilità”.

E dopo avere ringraziato il presidente del CICR per avere seguito da vicino la fase di trasformazione vissuta dalla Croce Rossa Italiana, ha sottolineato: “La grande capacità di azione della Croce Rossa avrà sempre maggiore attenzione rivolta all’ idea… abbiamo una convinzione ed è quella che per essere volontari della Croce Rossa non basta aderire all’azione…ma occorre prima di tutto aderire all’idea…questo è il grande appuntamento che ci attende”.

La parola è poi passata a Massimo Barra, Ispettore nazionale dei volontari del soccorso che, dopo aver riaffermato il rispetto dei principi fondamentali, in particolare quello di indipendenza non sempre rispettato nel nostro paese, che guidano la Croce Rossa, e dopo avete ribadito l’importanza dell’introduzione delle elezioni che porteranno al rinnovo della sua classe dirigente, ha sottolineato: “Abbiamo introdotto una grande sfida. Una sfida strutturale, organizzativa e anche di contenuti…C’è tanto da fare nelle nuove emergenze a favore dei vulnerabili… La società italiana ha fame di Croce Rossa”.

Ha poi lanciato un appello all’adesione con queste parole: “C’è una forte disponibilità…a diventate membri della Croce Rossa. Il nostro sogno è di avete una sede in ogni comune italiano… Nel 1950 la Croce Rossa italiana giovanile aveva cinque milioni di bambini soci. E’ un settore da rilanciare”. Riferendosi poi al nuovo statuto ed al futuro che attende la Croce Rossa italiana ha sottolineato: “Noi dobbiamo impegnarci affinché non ci sia nemmeno un giorno di interruzione tra lattività dei sottocomitati locali e la nuova attività dei comitati locali e che il 4 aprile, giorno della prima assemblea generale… la costituzione dei comitati locali… sia l’inizio di una nuova vita… della Croce Rossa alla quale va riconosciuta la piena autonomia organizzativa, amministrativa e di autogestione. Solamente armonizzando la realtà capillare con la realtà centrale che deve essere meno oppressiva… riusciremo a lanciare la Croce Rossa italiana… E’ una grossa sfida, la vinceremo.

Una giornata importante quindi, che ha posto una pietra miliare del futuro che attende la Croce Rossa Italiana, un futuro che vuole riaffermare con forza i valori simbolo dello spirito di Croce Rossa perché, assieme all’azione umanitaria, diventi forte soprattutto l’idea, perché la violenza venga sconfitta, perché domani non vorremmo più vedete gli occhi tristi e disperati di un bambino di tre anni.

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