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Repressione e indifferenza uccidono più dell’eroina

Da: “E Polis”; Roma 3 gennaio 2008
Dopo i 5 decessi di Roma, il fondatore di Villa Maraini lancia l’allarme

Le ultime cinque vittime della droga a Roma lo indignano ma non lo sorprendono. Lui è in mezzo ai tossicodipendenti da oltre trent’anni, i suoi ragazzi tutti i giorni, notti compre se, sono in giro per la Capitale per dare un pizzico di speranza a chi è consumato dagli stupefacenti, dalla solitudine e dall’indifferenza. È stato uno dei primi medici italiani a prendersi cura dei tossicomani. Ora è presidente della Croce Rossa. Nel 1974 ha fondato Villa Maraini, una delle più importanti comunità terapeutiche d’Italia. Prima che contro la droga Massimo Barra lotta contro tutti i luoghi comuni che uccidono più delle sostanze illegali. Ha un impeto che cerca di addolcire quando si scaglia contro la miopia della politica e la retorica del problema. Un anno fa sostenendo la validità delle “stanze del buco”, propose di acquistare oppio afghano e trasformarlo in morfina per curare i malati. «È una proposta umanitaria e non politica», disse, sottolineando che «si può essere neutrali su tutto ma non sulla sofferenza».

Cinque morti in due giorni solo a Roma: l’eroina killer fa paura. Come leggere questi numeri?
Non mi allarmerei. Capita ogni anno e in ogni periodo di festa. Questi sono giorni in cui chi sta male sta peggio. Va in vacanza la famiglia, parte lo psicoterapeuta ma soprattutto va in vacanza lo spacciatore e viene a mancare la droga a cui si era abituati. Il livello di purezza della droga varia da partita a partita. È possibile che I questi ultimi decessi siano avvenuti anche per un eccesso di purezza dell’eroina.

Vuole dire che paradossalmente l’eroina era troppo buona?
Esattamente. Se un tossicodipendente è abituato a un taglio meno puro la dose più alta di droga può essere per lui intollerante e quindi portare alla morte. Con un etto di eroina ci si fanno in mille e quindi è facile trovare cinque persone che non hanno tolleranza.

L’eroina sembrava superata dalla cocaina: oggi torna e uccide.
Troppo presto è stato celebrato il funerale dell’eroina, che non è affatto sparita dal mercato. Il suo uso è rimasto inalterato nonostante la massiccia diffusione della cocaina. Ma oltre i numeri e la teorizzazione del fenomeno bisogna ripartire dall’individuo, dal suo disagio e dalla sua sofferenza.

Cosa intende? Per risolvere il problema della droga serve umanità?
Cancellare spaccio e uso di droga è una pia illusione. Bisogna dare un calcio all’ideologia e affrontare la questione da un altro punto di vista: bisogna prendersi cura dei drogati. Un tossicomane contattato, incontrato e ascoltato è meno pericoloso per sé e per gli altri.

Sta dicendo che prendersi cura di una persona che fa uso di droga risolve in parte il problema della sicurezza?
Certamente. Capire, prendersi cura e non demonizzare: tutto ciò rende le persone meno violente. Basterebbe questo alla politica per muoversi una volta per tutte, nell’interesse dei cittadini.

Crede che la politica sia immobile?
Peggio. Credo che la politica stigmatizzi, reprima e soprattutto non investa. Villa Maraini conosce tutti i tossici di Roma. Lo Stato quindi avrebbe la possibilità di scoprire davvero quel magma umano che si nasconde dietro la parola “droga”. I drogati sono abbandonati, giudicati, allontanati. I Sert sono la cenerentola delle Asl. I servizi non hanno rete. I ministeri non pagano e così anche le Regioni. Il vero investimento non sta nella repressione ma nella cura.

E a proposito di approccio ideologico al fenomeno: le ultime vittime di Roma hanno rinfocolato le polemiche su droghe leggere e pesanti.
Le donne sono tutte uguali? Credo di no. Bene, allora neanche le droghe sono tutte uguali. Non basta dire droga. Bisogna studiare, vedere, avvicinarsi, analizzare e prendersi cura di ogni persona che fa uso di sostanze illegali.

Da dove nasce il bisogno della droga?
Ha origini lontane. L’uomo, per sua natura, cerca il piacere e sfugge al dolore. Per alcuni la difficoltà di vivere diventa intollerabile. Lì è l’origine di ogni male. Senza esagerare direi che tutto può essere ricondotto dal trauma della nascita. Ecco perché non saranno le leggi ad arginare il problema della droga.

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