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Reali Belgio: Paola tra gli ex drogati, “cos’è l’overdose?”

Da: “ANSA” – Roma, 13 maggio 1998

Lasciati i saloni del Quirinale e la bellezza del Campidoglio, la regina Paola stamane ha voluto toccare la città degli emarginati. La prima tappa della parentesi sociale nel programma della visita ufficiale dei reali in Italia è stato il centro antidroga di Villa Maraini: quasi un’ ora a contatto con una delle realtà più disperate, quella di chi ogni giorno combatte contro la droga.

“Cos’è l’overdose?”, chiede la regina, circondata dai ragazzi della Fondazione diretta da Massimo Barra. La risposta tecnica la da un’operatore di strada, “è una dose eccessiva di eroina”, ma quella di Vincenzo, ex tossico, è più toccante: “altezza, è quando si sta male, tanto male”. Paola stringe le mani dei tanti, giovani e meno giovani, che a Villa Maraini tentano di rifarsi una vita lontano dall’eroina.

C’è Maria, emozionatissima, Giancarlo, ex drogato ora volontario, in grigio per l’occasione, che confida in romanesco forbito alla regina “quando soccorro qualcuno penso: “anvedi, ce so’ riuscito”. “Anvedi – replica sua altezza – mi ricorda qualcosa”. Scherza, la regina, ma ascolta anche chi vuole salutarla e starle vicino perchè, spiega Barra, “lei è la prima esponente di una famiglia reale in visita qui e la sua presenza legittima ancor di più la nostra attività di frontiera e non redentorista”.

Seguita dalla presidente generale della Croce Rossa Maria Pia Garavaglia, Paola visita le strutture del centro. Barra le presenta gli operatori dell’unità di strada, i volontari della Croce Rossa, i medici del pronto intervento overdose. E lei, per tutti ha una sola parola, “Bravi”.

Poi si passa alla parte ufficiale, l’inaugurazione del nuovo camper, quello che ogni notte alla Stazione Termini offre un supporto ai tossicodipendenti. Paola taglia il nastro, a porgerle le forbici è Cinzia Merlonghi, l’ex tossicodipendente ora volontaria Cri, graziata dal presidente Oscar Luigi Scalfaro proprio per il suo impegno antidroga. C’è tempo anche per un breve discorso di Barra e Garavaglia. Seduti su un palco parlano ai ragazzi e ai parenti venuti, con i vestiti nuovi, “perché c’è la regina”. “Il rapporto con la droga è come una storia d’amore che però finisce con l’odio”, ammonisce Massimo Barra.

Maria Pia Garavaglia ricorda l’impegno della Croce Rossa “per le tante guerre quotidiane che ci affliggono, cioè i conflitti sociali”. C’è spazio anche un dono per la regina da parte dei ragazzi di Villa Maraini: un bonsai, con tanto di fiocco rossa, “simbolo della ricerca sull’Aids ma anche una pianta delicata, che per crescere ha bisogno di cure e pazienza. Come un tossicodipendente”.

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