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“Noi nella trincea di Villa Maraini senza un euro per curare i drogati”

Da: “Repubblica.it” Roma 19 gennaio 2011
La denuncia del fondatore Massimo Barra: “Noi ospitiamo ogni giorno quasi seicento tossici. E il Comune e la Regione che fanno? Un bando ogni tanto, redatto in burocratese, lacci e laccioli, contratti prorogati di mese in mese, anche fino a tredici, altri bloccati. Con il risultato che il metadone dobbiamo pagarcelo di tasca nostra e tra poco lo dovremo far pagare ai drogati”

“ROMA è inondata di droga. I tossicodipendenti da eroina e i cocainomani all’ultimo stadio saranno più di trentamila, gli sniffatori del sabato sera a rischio quasi centomila. Noi ospitiamo ogni giorno quasi seicento tossici. E il Comune e la Regione che fanno? Un bando ogni tanto, redatto in burocratese, lacci e laccioli, contratti prorogati di mese in mese, anche fino a tredici, altri bloccati. Con il risultato che il metadone dobbiamo pagarcelo di tasca nostra e tra poco lo dovremo far pagare ai drogati”.

Nel suo ufficio di presidente della commissione permanente della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa, al terzo piano del palazzo di via Toscana, Massimo Barra, il fondatore di Villa Maraini, lo storico centro per la cura della tossicodipendenza nato trentacinque anni fa nel parco di via Ramazzini, è un fiume in piena. «La droga sembra diventata invisibile, ma, se si guarda bene, dietro ogni fatto di nera a Roma c’è di mezzo l’eroina o la polvere bianca. E in Campidoglio e nel palazzo di via Cristoforo Colombo i tossici sono considerati al massimo peccatori da benedire e non ammalati da curare». Villa Maraini, che resiste dalla metà degli anni Settanta, è in trincea, in crisi di finanziamenti. E aspetta i bandi che verranno.

Un lavoro “a progetto”, da sempre. «Per la distribuzione del metadone» racconta Barra «la delibera è scaduta il 3 agosto. Avevamo avvertito la Regione da marzo. Niente. E noi ne diamo 250 dosi al giorno, senza fondi, finché dura, perché presto finirà. I nuovi bandi? Pretendono di trattare il problema con indicazioni burocratiche del tipo: al centro di accoglienza gli eroinomani dovrebbero rimanere solo 4 giorni. E dopo? Sono guariti? Tutto questo è pazzesco. Anche Aiuti, presidente della commissione comunale della Sanità, ha chiesto ieri di riscrivere i bandi. È un’umiliazione».

Villa Maraini è diventata un fortino assediato. Ma d’altronde lo è stata sempre. «Stavano arrivando le elezioni comunali del 1976» ricorda Barra «E allora io, che ero appena diventato medico e dirigevo i giovani della Croce Rossa, lavoravo nell’unica struttura antidroga, quella di via Merulana. Avevamo preparato un progetto. Esisteva a Monteverde la vecchia Villa Maraini della Croce Rossa, abbandonata. La Cri ci mise 80 milioni e rimettemmo in sesto il piano terreno. Ci volevamo trasferire i servizi di via Merulana. Poi tutto andò all’aria. Ma io e un gruppo di ragazzi cominciammo lo stesso, prendendo in cura all’inizio cinque tossici per quattro ore al giorno».

Ora il centro è aperto 24 ore su 24 («se un eroinomane si sente male all’alba che fa? Aspetta l’apertura dei Sert?»). «Quando un tossico finisce in cella» conclude Barra «dai commissariati e dalle stazioni dei carabinieri chiamano noi. Molti i “domiciliari” li scontano a Villa Maraini, curandosi. Dal 1992 andiamo a cercarli e a fornire aiuto con i camper delle unità di strada. C’è il piano “spazzaneve” contro la diffusione della cocaina. Abbiamo insegnato ai drogati a non scambiarsi le siringhe per non prendersi l’Aids. Abbiamo visto morire tanti di cirrosi per l’epatite C, come Roberto, un nostro bravissimo operatore. E dobbiamo vivere così, sempre alla mercé di un bando e dell’insicurezza?».

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