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Massimo Barra: una vita dedicata agli emarginati

Da: “Tiburno” Roma, martedì 2 marzo 2010

Massimo Barra è stato tra i primi medici in Italia a prendersi cura dei tossicomani fin dal 1974 al Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma e poi fondando nel 1976 Villa Maraini, la comunità di recupero di cui è stato Direttore per più di 30 anni. Volontario della Croce Rossa fin dall’età di 8 anni, Barra è stato per 8 anni Presidente Nazionale di Pionieri della C.R.I. e, dal 2005 al 2008, presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana. All’attivo anche diversi manuali sulla tossicodipendenza giovanile e su altri argomenti legati al mondo della droga. Da sempre la droga è stato un fenomeno diffuso che colpisce ogni classe sociale e ogni tipologia di età, senza distinzioni di sesso e di razza. Le persone si rifugiano nella droga per sfuggire ai problemi o per esaltarsi e omologarsi al gruppo di appartenenza, le motivazioni sono diverse e variano da caso a caso. Il comune denominatore è però la dipendenza che porta i soggetti a un vero dramma. Abbiamo chiesto al Professor Barra di illustrarci dal suo punto di vista, che è quello di un medico esperto, le problematiche legate al mondo della droga.

“La droga produce drammi nel senso che la persona rischia di entrare in un vortice di debiti, incapacità di analizzare la realtà criticamente, e anche a lungo andare della malattia, quindi la sua vita e quella dei suoi familiari viene sconvolta dal vortice in cui li ha portati la droga stessa. Possiamo quindi affermare che la droga è un grosso modificatore sociale, nel senso che gente ricca si rovina, altri ne approfittano e ovviamente ci guadagnano. Il miglior ammortizzatore è la terapia, renderla disponibile a tutti i livelli. L’investimento più fruttuoso che si può fare è quello di curare chi si droga, quindi render facile l’accesso ad un servizio che possa aiutare in maniera competente e corretta, facendo perno sull’ evidenza e non sui pregiudizi. Chi si cura è meno infelice di chi non si cura e, sicuramente, guarisce prima.”

Ma la nostra società, ci chiediamo, può offrire e garantire questi servizi?
“Bene o male l’Italia ha saputo mettere in piedi negli ultimi 30 anni un sistema misto pubblico – privato caratterizzato dai SERT e dalle comunità terapeutiche per cui, chi si droga, quantomeno sa dove andare se gli viene la voglia di smettere. Qualche anno fa non sapevano dove andare a sbattere.”
Ovviamente anche la prevenzione è importante e può aiutare a non entrare nel vortice della droga.
“Credo poco alla prevenzione specifica: il messaggio del tipo ‘non ti drogare perche fa male’ è assolutamente banale, non serve a niente. I manifesti con i quali il governo avvisa i giovani per strada sono assolutamente patetici e molte volte controproducenti. Le campagne antidroga servono solo a chi le fa e magari ne trae un importante ritorno di immagine. Ma se qualcuno pensa che con una campagna antidroga o con il calciatore di turno che ti dice ‘non ti drogare’, uno che ha i suoi buoni motivi per drogarsi e frequenta un gruppo dove tutti lo fanno possa essere persuaso, ci facciamo pie illusioni. La più grande prevenzione che si può fare è sempre la terapia.”

Cerchiamo anche di capire il perché così tanti giovani si droghino, cosa li spinge, cosa li porta ad entrare in questo mondo?
“I giovani cercano il piacere, il divertimento e fuggono il dolore e la responsabilità, ed il piacere uno più lo ha e più lo ricerca. Crescere e inserirsi nel mondo degli adulti è difficile e in qualche caso doloroso. Poi sicuramente e’ è anche un altro aspetto, vale a dire la pressione del gruppo, perche se sto in un gruppo dove se ne fa uso abituale è chiaro che avrò un motivo in più che mi spinge. Fin quando la risposta sarà data solo da queste patetiche campagne governative in tutto mondo, ridicole, inutili, il fenomeno si autoalimenta. Mi sembra che la classe politica del mondo non si sia resa conto completamente, talvolta per ignoranza talvolta per interesse, di che mina vagante sia il fenomeno droga a livello mondiale; e soprattutto non si è resa conto che, dietro alla violenza urbana che caratterizza in questa fase storica tutti gli ambienti, e’ è quasi sempre il problema della droga. “

I media parlano spesso di droga, soprattutto focalizzano l’attenzione sui personaggi famosi che ne hanno fatto uso o che ne fanno uso, che effetto fa sui giovani?
“Sicuramente i deboli di spirito, i ragazzi più sensibili e facilmente manipolabili tenderanno a vedere il Vip comunque come un “mito” nonostante l’uso di stupefacenti, in pratica il mito non crolla. I media in Italia dovrebbero fare più attenzione al mondo della droga e soprattutto dovrebbero trattare la tematica in modo corretto e sano, il tema è delicato e va posto particolare riguardo.”

Rispetto agli altri paesi del Mondo, l’Italia come gestisce questi problemi?
“Non siamo messi male rispetto agli altri paesi, ho viaggiato molto per il mio lavoro e posso tranquillamente confermarlo. Solo che il nostro governo, come i governi degli altri paesi, non sanno fronteggiare al massimo delle loro potenzialità questi grossi problemi. Ripeto, bisogna comprendere che la migliore prevenzione è sicuramente la terapia.”

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