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“Ma ormai non è più la droga dei vip”

Da: “Il Tempo” di sabato 22 novembre 2003 – Roma.
Il presidente della fondazione Villa Maraini Massimo Barra: la coca è passata dai salotti alla strada

Era una droga da ricchi. La chiamavano romanticamente “madame blanche”, la signora bianca. I suoi consumatori abituali erano spesso personaggi facoltosi e insospettabili. I luoghi in cui si svolgevano i “festini” a base di candida polvere erano frequentati da intellettuali, gente dello spettacolo, imprenditori, artisti.
Ma da qualche anno ormai la cocaina è scesa nelle strade. E, in Italia come in altri Paesi europei, contende il primato del consumo all’eroina. “Dai salotti-bene, dov’è sempre stata, la coca è arrivata in strada. La disponibilità economica degli italiani è cresciuta e, quello che prima era un vizio per pochi, è diventato uso di massa”, spiega Massimo Barra, 56 anni, da 25 presidente della Fondazione Villa Maraini.

Insomma, ci sono drogati di lusso e “tossici” da marciapiede?
“Be’, c’è la cocaina-bene, come quella di cui si parla in questi giorni, quella diciamo così “viziosa”, e poi c’è quella che ha parzialmente sostituito l’eroina”.

E’ un fenomeno diffuso?
“A Tor Bella Monaca da almeno due anni abbiamo registrato un cambiamento in questo senso. Ma non è solo un problema italiano. Recentemente sono stato nelle shooting room a Ginevra, dove si consente ai tossicodipendenti di assumere sostanze sotto controllo medico, e l’80% dei frequentatori prende coca. Iniettandosela nelle vene”.

Qual è l’effetto?
“Si dice che sia tutto un flash. Il problema è che così è ancora più pericolosa, perchŽ va direttamente in circolo e può avere effetti cardiovascolari e di fibrillazione ventricolare più gravi”.

Gravi fino a che punto?
“C’è gente che è morta… spesso si trattava di persone in astinenza da eroina che cercavano un’alternativa. Comunque, per l’eroina esistono buoni rimedi farmacologici, per la coca no”.

Esiste una relazione fra il nostro modello di vita e l’assunzione di eccitanti?
“Senza dubbio, adesso è tutto speed. La vita è più competitiva, la carriera richiede velocità, grinta. Perciò si va alla ricerca di droghe “in linea” con queste esigenze. Quando la gente sarà strippata dagli eccitanti, tornerà agli oppiacei”.

E le nuove droghe allucinogene, come certi tipi di salvia o di funghi?
“E’ il mercato che si autopropaga. In fondo, l’eroina è autolimitante. Io la chiamo la legge del 33 per cento. Un terzo degli eroinomani muore, un terzo smette e un terzo continua. In ogni caso, dopo 12 anni il 66% non ne fa più uso. Il mercato, di conseguenza, cerca nuovi sbocchi. E li trova nella ketamina, nell’ecstasy, nello shaboo, nell’ice, sostanze a cavallo fra eccitanti e allucinogeni. Oppure nella salvia e nei funghi, che provocano allucinazioni e possono essere ordinate su internet”.

Droghe non ancora illegali?
“No, perchŽ non sono state inserite in tabella, anche se è una pacchia che durerà poco. Ma il problema non è facilmente risolvibile poichŽ il numero di sostanze stupefacenti è infinito ed è impossibile aggiornare le tabelle in tempo reale”.

Che cosa pensa della nuova legge sulla droga?
“Ci sono molte cose buone. Il suo limite, tuttavia, è nell’applicabilità. Se tutti quelli sorpresi con dieci spinelli devono fare terapia disintossicante, faremo le sedute allo stadio Flaminio, come i testimoni di Geova”.

Qual è la soluzione, repressione o liberalizzazione?
“Non c’è dubbio. E’ un compromesso fra le due cose”.

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