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“Ma non è una storia rara: la ‘scimmia’ è feroce anche con chi ha denaro e lavoro”

Da: “Il Messaggero” di venerdì 13 novembre 1998

Un manager tossicodipendente. L’immagine più ricorrente è ben altra, molto diversa da quella di T.F., l’imprenditore trentatreenne dei Castelli che si è ribellato alla schiavitù dei suoi spacciatori. Il suo è, dunque, un caso raro?

“No assolutamente – risponde Massimo Barra, fondatore del Centro antidroga Villa Maraini – il cliché del tossicodipendente brutto sporco e cattivo è superato. Si droga chi è più vulnerabile e la vulnerabilità non è legata alle possibilità economiche. Il nostro centro ha stilato una specie di mappa topografica delle abitazioni dei tossicomani romani: ebbene tutta la città convive con questo problema. Da Tor Bella Monaca ai Parioli; da Pietralata all’Aventino”.

“Sono casi meno frequenti, ma non rari – conferma l’operatrice sociale di Villa Maraini, Daniela Masci – del resto la dipendenza non ha cito sociale come pure la possibilità di uscire dal tunnel: è difficile per il ricco come per il povero”. “Il gesto di ribellione messo in atto da T.F. è positivo – aggiunge Massimo Barra – è un segnale che lascia ben sperare per il futuro e il prosieguo della terapia.

Del resto l’eroina è un pozzo senza fine e la situazione esasperata in cui si è venuto a trovare, gli ha provocato il sussulto per invertire la rotta. Un consiglio a T.F.? Di farsi aiutare e, soprattutto, di non pensare di comprare la guarigione con i soldi. La cura vera costa poco, mentre la “villa svizzera” costa cara e ha scarsa efficacia”.

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