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“Inutile disintossicare un individuo contro la propria volontà, anche se possibile”

Da: “Il Giornale del Lazio Sud” di sabato 2 marzo 1996 – Velletri.
Intervista al Dott. Massimo Barra, primario della seconda Università presso la Clinica Madonna del Tufo, sul problema della droga

Il dott. Massimo Barra nel 1974 mise a disposizione le proprie conoscenze scientifiche di medico per dare un valido aiuto a coloro che erano entrati nel così detto tunnel della droga. Iniziò la realizzazione della “Fondazione Villa Maraini” dove tuttora presta la sua opera, inoltre Primario della seconda unità presso la clinica Madonna del Tufo, Ispettore Nazionale dei Volontari del soccorso presso la C R I. Autore di centinaia tra articoli e pubblicazioni a stampa su vari argomenti medici. Considerando che in data 19 u.s. il dott. Massimo Barra ha partecipato alla trasmissione Maurizio Costanzo Show per parlare dei problemi della droga e dei problemi che incontra nella lotta verso la riabilitazione dei tossicodipendenti. Noi siamo andati a trovarlo per rivolgergli alcune domande. Al dott. Barra abbiamo anche chiesto se poteva darci una sua foto che appartenesse ad uno dei ricordi che più gli stanno a cuore. Ci ha consegnato una foto scattata durante un’Udienza Privata concessagli da S. S. il Papa Giovanni Paolo II che noi proponiamo insieme all’intervista.

Per molti giovani fumare di tanto in tanto uno spinello è ritenuta cosa normale, ci parla di questo primo passo verso la dipendenza?
Tutti coloro che fanno uso di droghe pesanti hanno cominciato con le droghe leggere, non è vero il contrario nel senso che non è obbligatorio passare dalla droga leggera alla droga pesante, però è evidente che prima di infilarsi un ago in vena uno deve superare le sue remore al riguardo, quindi consumare delle sostanze che sono più abbordabili e meno complesse, meno drammatiche. Fra questi i derivati della canapa indiana hanno il consumo più elevato da parte dei giovani. La canapa indiana fa male a chi sta male già nella propria pelle. Se un soggetto è disadattato, quando fuma si adatta, cioè fa le cose che prima non riusciva a fare, che lo rendono simile agli altri: è evidente che inizierà a dipendere da questa sostanza. Mi drogo Perché sto male e solo in secondo momento sto male perché mi drogo.

L’avvicinarsi alla droga da parte dei giovani viene facilitato perché visto come gesto di sfida contro le proibizioni degli adulti e delle leggi?
Io non credo, l’avvicinarsi alla droga è l’avvicinarsi ad un piacere, che il piacere sia proibito o consentito mi sembra assolutamente secondario.

La tossicodipendenza determina crisi di astinenza: ci parla della patologia medica?
L’astinenza è solo un aspetto del problema e neanche il più importante, è quello più enfatizzato dai mezzi di comunicazione di massa ma non è il cuore del problema. Il cuore del problema è che chi consuma sostanze, quanto più la sostanza è forte tanto più ne ha un desiderio folle e irrefrenabile che in americano viene chiamato Craving che è l’irresistibile voglia di… Questo è il cuore del problema che ha a che fare con una sorta di riflesso condizionato che spinge l’assuntore a ripetere l’assunzione. Chi mangia le ciliegie, sa che una ciliegia tira l’altra, se pensiamo che le sostanze sono più buone delle ciliege, forse riusciamo a capire il meccanismo del craving.

La disintossicazione può essere effettuata contro la volontà di un individuo?
La disintossicazione può essere fatta in qualunque modo anche contro la volontà dell’individuo solo che la disintossicazione di per se non serve a niente, quindi la disintossicazione non si identifica con la guarigione e quindi è inutile disintossicare una persona contro la propria volontà anche se è possibile.

Tra i soggetti che si sottopongono volontariamente alla disintossicazione, qual è la percentuale di essi che abbandona definitivamente la droga?
Io parlo a dodici anni dall’inizio del primo consumo di droga pesante di legge del 33%, secondo la quale un terzo dei tossicomani nel frattempo è morto, un terzo continua, un terzo ha superato la dipendenza, cioè è guarito, ai fini della guarigione conta più il passare del tempo piuttosto che il tipo di intervento terapeutico. Il passare del tempo è la vera terapia. Il soggetto smette quando gli aspetti negativi connessi al consumo di droga superano gli aspetti positivi, ciò che ineluttabilmente avviene per tutti in tempo maggiore o minore.

Perché molti giovani non restino intrappolati nel tunnel della droga, può lanciare un messaggio?
Non credo alla validità dei messaggi preventivi, la prevenzione non ha a che fare né con la conoscenza né con la pubblicità, la pubblicità serve a consumare prodotti e non a non consumarli, quindi c’è una contraddizione in termini nell’illusione di pensare di combattere il consumo di un prodotto semplicemente parlandone male, d’altronde l’atto del drogarsi non attiene alla sfera del logico, del razionale ma dell’irrazionale, è quindi insensibile a messaggi del tipo logico e razionale.

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