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Intervista al dott. MASSIMO BARRA, Presidente Nazionale Croce Rossa Italiana

Da: “La Professione Sociale” Rivista del Centro Studi di Servizio Sociale. N. 33 2007

1) Quali sono gli elementi o gli indicatori che sono stati scelti nel suo ente per definire una situazione emergente e necessitante di immediata risposta?
La CRI appartiene ad un movimento internazionale esteso a 186 Paesi nel mondo, nel nostro linguaggio parliamo di vulnerabilità e la nostra missione è dunque assistere persone vulnerabili per diminuire il numero dei morti, in particolare causate da catastrofi naturali e malattie. A livello internazionale gli indicatori sono molteplici: il numero delle vittime, il numero degli interventi di pronto soccorso, il numero di volontari coinvolti, il numero degli operatori della Croce Rossa… i risultati che possiamo raggiungere dipendono molto dalle singole comunità locali: la Croce Rossa lavora per consentire alle comunità vulnerabili di organizzarsi per il loro riscatto con le loro strategie.

2) I termini emergenza ed urgenza sono frequentemente usati in modo alternativo. A suo avviso o nella sua esperienza sono da ritenersi sinonimi o esprimono concetti differenziati? Come definirebbe una situazione di emergenza
A mio avviso sono concetti differenziati. L’emergenza è un evento acuto che si presenta in modo non rinviabile, come le catastrofi naturali, le inondazioni, i terremoti, l’emergenza bellica, i conflitti interni ed esterni ad un Paese. L’urgenza rappresenta il tempo con cui rispondere ad un evento: se una persona non respira bisogna rendere pervie le vie aeree, se non gli batte il cuore si deve intervenire con un massaggio cardiaco o un defibrillatore, se ci troviamo di fronte ad un incidentato stradale con emorragia bisogna arrestare la perdita di sangue… Le società di Croce Rossa intervengono contro tutto ciò che attenta alla vita umana.

3) Nella sua esperienza le situazioni di emergenza che caratteristiche hanno e come si presentano?
L’emergenza è la concentrazione nello spazio e nel tempo dei problemi di tutti i giorni, allora si deve intervenire per ripristinare condizioni di vita accettabili per la situazione abitativa, la situazione alimentare, lo smaltimento dei rifiuti e così via.

4) L’emergenza determina la necessità di un intervento professionale diverso rispetto ad interventi in condizione di ‘normalità’: quali peculiarità si riscontrano ed è necessaria una preparazione specifica degli operatori e dei professionisti?
L’emergenza, come ho detto, è una concentrazione dei problemi di tutti i giorni, pertanto ciò che viene richiesto agli operatori è una concentrazione di quanto avviene in tempi normali, richiede però pianificazione. L’emergenza è un problema del giorno prima, piuttosto che del giorno dopo. Soprattutto occorre saper gestire lo stress e prepararsi con adeguate esercitazioni. Di fatto nelle situazioni reali spesso si generano problemi di confusione e di potere, confusione perché diversi soggetti si mescolano disordinatamente e potere perché differenti attori sono presenti sullo stesso terreno per agire attività assimilabili tra loro ( tutti vogliono essere protagonisti, si deve capire chi comanda e si determinano anche delle ingenuità che possono essere prevenute solo con la formazione). In sintesi ci vogliono preparazione specifica, training ed esercitazioni che sono determinanti anche se non potranno mai simulare lo shock della realtà.

5) Ci sono settori nell’area sociale in cui l’emergenza si presenta con più frequenza?
Tutti quelli che hanno a che fare con la vita dell’individuo. Io faccio spesso riferimento alle problematiche della droga: si possono fare interventi inappropriati che risultano inutili e dannosi, ma si possono anche realizzare interventi appropriati che salvano la vita.

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