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Il presidente della Croce rossa: «Noi lavoriamo nel loro interesse»

Da: “Il Messaggero.it” Roma 11 luglio 2008

«Non mi aspetto alcun contrasto con i nomadi. Loro sanno che agiremo nel loro interesse. Siamo la Croce Rossa, c’è un simbolo che parla per noi: il nostro lavoro è costruire ponti, non muri». Massimo Barra, 60 anni, presidente della Croce Rossa Italiana, non è minimamente preoccupato dal censimento che verrà fatto dalla Cri nei campi nomadi. «Qualcuno che potrebbe fare casino c’è dice Ma non sono i rom. Penso a certi intellettuali, a quelli che pontificano, ad alcune prese di posizione. C’è addirittura chi ha evocato il fantasma del Nazismo e delle persecuzioni razziali. Bisogna avere davvero qualcosa di patologico nella testa per arrivare ad accostare la Croce Rossa a vicende del genere».

Ma anche il parlamento europeo ha espresso riserve…
«Nella lotta politica tutto viene utilizzato. Ma sono ragionamenti che non ci riguardano. Vorrei che fosse chiaro che la Croce Rossa farà il censimento né per fare piacere al Governo né all’opposizione. Si tratta di fotografare la situazione: quanta gente c’è nei campi, che tipo di bisogni, che cosa si può fare. L’alternativa è fregarsene, pur sapendo che esiste un “conflitto” latente tra la popolazione e i nomadi. Vedrà che i rom collaboreranno».

Sicuro?
«È nel loro interesse. È stata già fatta una simulazione di censimento in un campo a Roma. Su sessanta nomadi, ben cinquantotto hanno accettato di fornire i dati personali. È estremamente incoraggiante. Credo che alla fine verranno censite circa diecimila persone».

Quando finirete?
«Probabilmente intorno alla metà di ottobre».

Cosa accadrà se qualcuno non vorrà farsi censire?
«Beh, certo, qualche caso può esserci. Un censimento non può essere parziale. La Croce Rossa si presenterà nei campi, come dire?, con un fiore in mano.Se qualcuno non vorrà aderire, saranno le autorità, non noi, ad agire di conseguenza».

Quanti volontari utilizzerete?
«A Roma una cinquantina. Almeno all’inizio. Poi vedremo come evolverà la situazione. Ora mi farebbe solo piacere se tutti tornassero con i piedi per terra e capissero il senso di questa operazione».

Cioè?
«Ci stiamo avventurando ai confini della convivenza civile, dove ci sono contrasti, pregiudizi, diffidenza. La Croce Rossa non è solo l’ambulanza. È un tramite tra vari segmenti della società. Ecco perché chi evoca certe cose non sa neppure di che parla».

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