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«Il cocainomane non si sente drogato. E rifiuta l’aiuto»

Da: “Il Tempo” di mercoledì 11 gennaio 2006
Intervista a Massimo Barra neopresidente della Croce Rossa e creatore della Fondazione Villa Maraini. Difficile intervenire con sostanze alternative perché non esiste qualcosa come il metadone per l’eroina

ECCITA, dà euforia e, in piccole quantità, stimola l’attività cerebrale. Ma la cocaina, una sostanza «isolata» nel 1860 da Albert Niemann, non regala niente. Come tutte le droghe, «ruba» molto più di quello che all’inizio offre ai suoi consumatori. Eppure negli ultimi anni in tutto l’Occidente il consumo della sottile polvere bianca è cresciuto, i prezzi sono calati e la «neve» (com’è chiamata in gergo) ha ormai superato l’eroina. «In base ai dati raccolti dal nostro “osservatorio”, due camper che ogni giorno contattano 300 tossicodipenti nella Capitale, da due o tre anni c’è stata un’inversione di tendenza sul mercato che ha portato la coca a conquistare il primo posto nella classifica del consumo di stupefacenti – conferma Massimo Barra, neopresidente della Croce Rossa Italiana e creatore della Fondazione Villa Maraini – Ma è un trend mondiale. Negli Stati Uniti il “sorpasso” c’è stato una decina di anni fa».

Perché quest’inversione? Perché è una droga più compatibile con la vita di tutti i giorni e con i ritmi della società tecnologica, o si tratta solo di una moda?
«È anche una moda. Comunque esistono due modi di consumare la coca. Il primo, almeno inizialmente, è compatibile con una vita normale. Il secondo consiste in un’”abbuffata” che non rende facile affrontare i problemi di tutti i giorni. Quelli con cui entriamo in contatto per strada la usano anche otto volte nell’arco delle 24 ore. C’è poi chi la sniffa e chi se la fa in vena …».

Qual è la differenza?
«In quest’ultimo caso è tutto un flash, è più eccitante. Anzi è un’eccitazione continua e, quindi, la reiterazione è necessaria. Chi prende l’eroina è sedato, almeno per un po’. Chi si inietta cocaina è alla continua ricerca di eccitazione. E non si ferma».

Quali sono gli effetti della cocaina sul comportamento e sul fisico?
«Rende latenti patologie psichiatriche e crea scompenso, paranoia, manie di persecuzione, fino ad arrivare ad atti di “ribellione” violenti. Può portare anche alla zoonosi, cioè ad allucinazioni che fanno vedere animaletti inesistenti. Inoltre, danneggia il sistema cardiovascolare, provoca l’aumento della pressione, crea il rischio di ictus. Ma, soprattutto, fa fare una vita di merda ai consumatori, perché concentra il piacere e, quando finisce l’effetto, la normalità diventa noia e apatia. Così bisogna rifarsi una dose …».

Che difficoltà ci sono nel recupero dei cocainomani?
«Chi si fa poco e riesce ad essere compatibile con la società non si sente un drogato e, di conseguenza, non chiede aiuto. Manca, poi, una terapia farmacologica sostituiva alla coca, come il metadone per l’eroina».

Ma Villa Maraini ha un programma …
«Sì, da anni. Si chiama “spazzaneve”, è seguito da oltre cento cocainomani e consiste in gruppi di terapia, analisi dell’urina e del sangue a sorpresa e, solo in presenza di patologie psichiatriche, nell’assunzione di antidepressivi».

Lei è d’accordo con la creazione di centri specializzati per tossicodipendenti da cocaina?
«No. Un centro antidroga deve essere polivalente. Anche perché il consumo diffuso di un eccitante prelude, secondo me, al ritorno di droghe sedative. E, infatti, prevedo una nuova ondata di eroinomani nei prossimi anni».

Giovanardi promette centri di recupero per gli schiavi della sniffata. Che ne pensa?
«Tutto quello che si fa contro la droga va bene. Ma prima di creare nuove strutture bisognerebbe finanziare quelle esistenti, come Villa Maraini, che da tempo va avanti solo grazie alla buona volontà degli operatori».

Come si risolve il problema della droga?
«Non si risolve. Si tampona. Possiamo solo risolvere casi individuali e ridurre i danni, non impedire alle persone di drogarsi. L’uomo è mortale e vulnerabile alle malattie e cerca un sollievo alla propria sofferenza. Drogarsi è nella sua natura».

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