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Finalmente un personaggio validissimo alla guida della Croce Rossa Italiana: il dottor Massimo Barra

Da: “www.telefree.it”; “Gazzetta degli Aurunci” di venerdì 24 febbraio 2006

Dopo la discutibile esperienza della Presidenza Garavaglia e l’operato del Commissario Straordinario Avvocato Maurizio Scelli, che ha portato la Croce Rossa Italiana a delle incomprensioni con Ginevra, sede del Comitato Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per varie vicende apparse sui media non solo italiani, finalmente è stato chiamato un personaggio che ha tutti i numeri per dirigere questa benemerita istituzione, elevata a Ente di Diritto Pubblico.

Il neo Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, il Dottor Massimo Barra, eletto con 623 preferenze su 637, si è ufficialmente insediato nella sede centrale in Via Toscana, a Roma, il 28 dicembre dello scorso anno. Alla cerimonia sono intervenuti il Commissario Straordinario uscente, il Ministro della Salute Francesco Storace, il Sottosegretario alla Presidenza dei Consiglio Gianni Letta, i Sottosegretari alla Salute Cesare Cursi e Domenico Di Virgilio. Nel corso della cerimonia è stato presentato anche il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale. Numerosi i messaggi augurali giunti al Presidente Barra tra i quali quello del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.

Il Dottor Massimo Barra è entrato in Croce Rossa all’età di otto anni. E’ stato uno dei primi medici in Italia a prendersi cura dei tossicomani fin dal 1974 al Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma. Nel 1976 ha fondato Villa Maraini, di cui è tutt’ora il Direttore. Per otto anni ha ricoperto la carica di Presidente Nazionale dei Pionieri della C.R.I. e per 21 anni Ispettore Nazionale dei 70.000 Volontari del Soccorso, attivi in 1.050 località su tutto il territorio nazionale. Nella Federazione di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Ginevra, dal 1974 ai 1982 è stato Presidente della Commissione Giovani e dal 1982 al 1990 Presidente della Commissione Sviluppo, compiendo oltre 300 missioni che lo hanno portato in più di 80 Paesi.

Il 18 novembre 2005 l’Assemblea Generale della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha nominato, all’unanimità, il Dottor Massimo Barra Presidente della Commissione Mondiale sullo Sviluppo. Significativa la nomina a Vice Presidente della stessa Commissione del Dottor Jamahi Nassir Al Karbouli, Vice Presidente della Mezzaluna Rossa Irachena e Presidente del Comitato di Bagdad. La Commissione Mondiale per lo Sviluppo ha il compito di migliorare l’efficacia e l’efficienza delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel mondo. Con la nomina del Dottor Barra, la Croce Rossa Italiana assume una responsabilità-chiave nella Croce Rossa Internazionale, con particolare riferimento ai rapporti nord-sud e alle relazioni tra le Società Nazionali dei Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo. A circa un mese e mezzo dal suo insediamento, ci ha rilasciato questa intervista.

Quale eredità ha trovato insediandosi in Via Toscana?
Una eredità complessa soprattutto dal punto di vista economico perché il Governo, da un lato riconosce alla Croce Rossa di essere un Ente di Diritto Pubblico di prima fascia e dall’altro diminuisce i trasferimenti alla Croce Rossa; per cui, in realtà, nell’ essere diventati di prima fascia, vediamo solamente gli aspetti negativi; il fatto, cioè, di pagare dei dirigenti con somme alle quali non eravamo abituati. Tutto questo, poi, diminuisce quello che rimane per le attività. Non vorrei che la Croce Rossa Italiana diventasse un carrozzone pubblico che, sostanzialmente, alimenta se stessa. I primi provvedimenti che ho preso sono stati il taglio delle consulenze e il taglio economico: ad esempio, il Capo Ufficio Stampa, adesso, con me, prende la metà di quello che pigliava precedentemente. Io non ho portato nessuno di mio, per dare un esempio e su questa strada di risanamento dei conti intendo fortemente impegnarmi.

Il nuovo statuto della Croce Rossa Italiana è funzionale? Apporterebbe dei cambiamenti? Quali?
Lo Statuto nasce con una pecca, un “peccato originale” perché non è stato approvato dalla Commissione mista Federazione – Comitato Internazionale sugli Statuti; atto obbligatorio per gli appartenenti al Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa quali noi siamo; quindi, lo Statuto va rivisitato. E’ scritto anche molto male, devo dire, perché è un opera, un “puzzle”, in cui ci hanno messo naso e bocca diverse Istituzioni e diversi individui, per cui nasce più come un “pout-pourri” di norme, che come un insieme organico. Io credo che la Croce Rossa debba fare una grande riforma e che per questa riforma sia necessario il coinvolgimento di Ginevra e di tutto il movimento internazionale e intendo farla in questi quattro anni. In particolare ritengo che per i Comitati Locali l’essere un Ente di Diritto Pubblico di prima fascia sia una “camicia di forza”, incompatibile con la natura associativa e operativa dei Comitati Locali della Croce Rossa.

Le Componenti della Croce Rossa Italiana sono sei. Secondo Lei c’è qualche Componente che avrebbe bisogno di un maggior supporto?
No! Le Componenti fanno un eccellente lavoro. Se la Croce Rossa Italiana è amata dal popolo è proprio grazie al fatto che esistono centinaia di migliaia di cittadini, parte essi stessi del popolo italiano, che “si fanno” Croce Rossa e che rappresentano il Movimento fin nei più piccoli villaggi del Paese. Intendo dare la massima autonomia e autodeterminazione alle Componenti della Croce Rossa (Corpo Militare, Infermiere Volontarie, Volontari del Soccorso, Pionieri, Comitato Femminile, Donatori di Sangue – n.d.r.). Forse se un limite c’è è l’elevata conflittualità interna alle singole componenti. Spero che dando autonomia le Componenti sappiano avere quel “surplus” di saggezza che consenta loro di azzerare o comunque ridurre, ai limiti fisiologici, la conflittualità: Mah!, d’altro canto la conflittualità è anche segno di passione.

Attualmente quali Componenti sono presenti nelle missioni all’estero e quante le unità impegnate?
Dobbiamo distinguere quello che fa la Croce Rossa all’estero in due grandi settori: il settore “Ausiliario delle Forze Armate” e lì sono solamente il Corpo Militare e il Corpo delle Infermiere Volontarie. Sono questi i due Corpi a cui noi abbiamo delegato il carattere di Ausiliarietà delle Forze Armate. Poi esistono le attività che la Croce Rossa Italiana fa con il Movimento Internazionale in molte parti del mondo, attraverso i propri Delegati che fanno un corso di selezione e che possono provenire sia dalle Componenti, sia da cittadini che hanno delle competenze che vogliono mettere a disposizione della Croce Rossa Internazionale. Il contingente attualmente più numeroso è quello che sta a Nassiriya e che conta circa una settantina di persone tra Militari e Infermiere Volontarie.

Cosa direbbe a tutti i volontari che ora dipendono da lei?
Beh! Il Presidente Nazionale è esso stesso un volontario che ragiona come i volontari; quindi, vorrei chiedere a tutti di starmi vicino. Io darò tutto me stesso in questi quattro anni; lavoro sedici ore al giorno ed ho bisogno di sentire la vicinanza e il consenso dei volontari che certamente non tradirò.

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