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«Droga, a Roma le nuove mode che uccidono»

Da: “Il Tempo” di mercoledì 19 aprile 2006
L’eroina è sempre in auge e viene alternata alla cocaina. Ma tra i ragazzi ora si fa largo il crack.
Il presidente della Croce Rossa, Massimo Barra, traccia le vie degli stupefacenti dopo la morte dei tre giovani per overdose nel Barese.

«IL FUNERALE dell’eroina è stato celebrato troppo presto. Sono centinaia gli eroinomani che vedo ogni giorno e questa droga miete ancora ancora moltissime vittime». A 24 ore dalle ultime tre vittime del «buco», il presidente della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, trent’anni in strada al fianco dei tossicodipendenti con il camper di Villa Maraini, fa un quadro della situazione-stupefacenti nel nostro Paese.

Sembra che i tre giovani uccisi dall’eroina in Puglia all’alba di Pasquetta, si siano portati la droga da Roma…
«Non faccio fatica a crederlo. Negli ultimi giorni in città siamo dovuti intervenire su numerose overdose. Gira una partita di droga troppo pura, tagliata poco. In questi casi spesso le morti sono a grappolo e non necessariamente nello stesso luogo. Perché basta una piccola quantità per andare oltre la soglia di tolleranza abituale. Se si considera che con un etto di sostanza pura si possono preparare mille dosi…»

Qual è l’identikit di chi assume oggi eroina?
«Ci sono due categorie di tossicodipendenti. Il vecchio eroinomane di 35-40 anni sopravvissuto alla sua generazione che si può riciclare nella cocaina (e questo è un altro modo per andare in overdose: quando si torna all’eroina i ricettori hanno perso la precedente tolleranza, quasi ci si fosse disintossicati, così la stessa dose che prima non creava problemi può far andare in overdose). La seconda categoria è quella costituita dalla nuova generazione di ragazzotti fuori di testa per allucinogeni, tè comprati su internet, pasticche e quant’altro che assumendo l’eroina “rientrano in sé” e “stanno meglio”. Questa generazione di tossici a 19-21 anni già si fa l’eroina in vena».

C’è una categoria sociale per gli eroinomani?
«Assolutamente no. È un fenomeno trasversale, senza distinzione di classe».

Quanto costa oggi una dose di eroina?
«Venti euro circa».

Comunque gli eroinomani sono meno di coloro che assumono cocaina…
«In Italia i tossicodipendenti sono circa 200 mila. Ogni giorno a Roma a Villa Maraini ne vediamo 700, oltre 4.000 in un anno. Difficile dire quanti assumono eroina e quanti cocaina, perché nella maggior parte dei casi il singolo le alterna. Certo la coca è più trendy ma ci sono anche tante nuove “mode” preoccupanti».

Quali?
«A Roma si sta facendo largo tra i giovani il crack, polvere e vapori di cocaina che vengono inalati. Per ogni morto, ce ne sono altri dieci in overdose fauste».
Cosa si potrebbe fare e non si fa?
«Le autorità vivono in un mondo totalmente distaccato. E il nostro lavoro sul campo viene oltraggiato dal disprezzo della burocrazia. Al di là delle lotte ideologiche, l’apparato aministrativo deve essere adeguato all’impegno. Gli aiuti economici promessi devono essere erogati. Non si possono lasciare gli operatori e i tossici nella disperazione, con pochi mezzi e senza supporti. E poi ci sono le famiglie. Il nostro appello è quello di non lasciare mai soli i tossicodipendenti, di non allontanarli da casa, di non essere cattivi con loro. Perché la cattiveria non facilita la resurrezione. E poi tenere sempre a portata di mano un antidoto, tipo il Naloxone. In strada riusciamo a intervenire e a salvare vite umane. Mentre la maggior parte dei morti è tra le mura di casa». Come è successo in Puglia.

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