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Cura delle tossicodipendenze in Italia

Da: “Promo” N. 68 3/2011

Quale giornalista specializzata sui problemi della salute ho avuto la possibilità di visitare Villa Maraini, una fondazione che, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, presta attività terapeutiche a favore dei tossicodipendenti, in particolare nella città di Roma, ove ho risieduto per diversi anni. L’inizio di questa joint venture risale al 1976 quando il dott. Massimo Barra, che all’epoca rivestiva diversi incarichi di responsabilità nell’ambito della Croce Rossa Italiana, promosse la creazione della Fondazione, di cui assunse anche la direzione. Da allora Massimo Barra si è lanciato in una vera e propria azione di diplomazia umanitaria a livello internazionale, in particolare a livello ONU e UE, cercando di parlare in favore ed a nome dei drogati e di altri bisognosi; quale “ambasciatore” della Croce Rossa Italiana ha avuto modo di incontrare Papi e Capi di Stato, così come le vittime di gravi disastri quali il terremoto di Haiti, i vari conflitti in Palestina o la crisi in Kosovo.

L’attività principale del dott. Barra resta comunque la cura ed assistenza ai drogati a Roma. E’ questo uno sforzo che coinvolge 80 professionisti: medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, terapisti nonché molti volontari, specialmente giovani provenienti da tutta Italia: molti fra questi professionisti o volontari erano un tempo a loro volta schiavi delle sostanze stupefacenti. Il loro primo obiettivo: salvare la vita dei drogati promuovendo un nuovo atteggiamento mentale.

In questa nobile missione Villa Maraini fruisce anche di aiuti ed assistenza pubblici assicurati dal Comune di Roma, dallo Stato italiano e dall’Unione Europea.

Circa 35.000 pazienti Nei 35 anni di attività insieme alla Croce Rossa Italiana la Fondazione ha curato circa 35.000 tossicodipendenti. Per un’adeguata valutazione del dato occorre considerare che la tossicodipendenza rappresenta uno dei più gravi problemi sociali in una grande area urbana come quella romana, acutizzato anche dall’arrivo – tra i milioni di immigrati, soprattutto irregolari, giunti in Italia negli ultimi anni – di altri tossicodipendenti (molti di questi si contano nella comunità tunisina, allargatasi con una parte significativa delle 40.000 persone recentemente immigrate dall’Africa via Lampedusa).

I servizi di cura ed assistenza ai drogati sono molto estesi. A Roma sono attivi centri di accoglienza diurna e notturna, varie unità di strada, un consultorio telematico H 24, diverse unità di prevenzione ed informazione nelle scuole e per il trattamento dell’HIV ed un gruppo di lavoro sul progetto “Carcere” per le attività di cura dei tossicodipendenti detenuti. Per l’assistenza di pazienti di fede islamica Villa Maraini può contare anche sulla collaborazione di mediatori culturali della Mezzaluna Rossa.

Nell’ambulatorio di Villa Maraini ogni giorno circa 280 persone sottoposte a programmi di riabilitazione assumono metadone e fruiscono di supporto psicoterapeutico appropriato in relazione al tipo di tossicodipendenza (ad es. la c.d. “Operazione spazzaneve”, psicoterapia specifica per cocainomani). Altri servizi assistenziali, anche per le famiglie, sono organizzati in collaborazione con una vicina struttura ospedaliera.

Cinque droghe
Il dott. Barra sostiene che le prime cinque droghe consumate in Italia siano 1. alcol, 2. tabacco ed altre sostanze da fumo vietate, 3. cocaina, 4. cannabis, 5. eroina. In tutta Europa, come noto, alcol e fumo sono generalmente tollerati mentre i veri e propri stupefacenti sono assoggettati a regimi di divieto e stretto controllo.

Per quanto riguarda i primi due, in Italia l’alcol non rappresenta un grave problema contandosi pochi alcolizzati cronici; esso è peraltro facilmente reperibile, costa poco e bere vino fa parte della cultura, anche culinaria. In Italia poi ci si ubriaca raramente e quando questo avviene la condotta è non di rado stigmatizzata dal contesto sociale. Sempre secondo il dott. Barra è invece più difficile staccarsi dal fumo e generalmente tale difficoltà è inversamente proporzionale all’età in cui si è iniziato a fumare. Con riferimento infine ai veri e propri stupefacenti secondo il dott. Barra i divieti rappresentano freni facilmente aggirabili dai criminali, mentre preoccupa che i giovani siano irresistibilmente attratti da marijuana e nuove insidiose droghe come quelle cc.dd. “design”.

La filosofia di Villa Maraini comunque è che ogni paziente rappresenta un caso specifico che si cerca di curare ed aiutare nel modo più appropriato. Ciò che invece è certo è che la tossicodipendenza rappresenta un fenomeno che può toccare qualsiasi ambiente sociale e che, a dispetto di facili pregiudizi, povertà e disoccupazione non sono sicuri indici di predisposizione al consumo di droghe. Durante l’intervista ho anche avuto modo di visitare la comunità terapeutica semiresidenziale, dove è veramente difficile distinguere tra pazienti e curanti.

Purtroppo, contro ogni sforzo della Fondazione, solo un terzo dei tossicodipendenti smette di consumare droghe, mentre un altro terzo resta schiavo di tali sostanze e l’ultimo, irrimediabilmente, muore.

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