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Croce Rossa Internazionale “Aumenteremo il dialogo”

Da: “l’Opinione” sabato 13 febbraio 2010
Parla Massimo Barra

La Croce Rossa Internazionale è sempre più impegnata nelle tante, anzi tantissime, aree di crisi e di bisogno dei diseredati del mondo. Massimo Barra, nuovo Presidente della Commissione permanente del movimento (già ex Presidente della Croce Rossa Italiana), eletto a Nairobi, è il primo italiano al vertice del movimento, e durerà in carica due anni. E’ bene ricordare che la Commissione, che rappresenta il massimo organo dell’istituzione, è costituita da rappresentanti del Comitato Internazionale (Cicr) della Federazione, dalle 186 società nazionali e da 150 governi firmatari delle Convenzioni di Ginevra. Il nuovo Presidente, Barra, è sereno, mentre parla, anche se sulle labbra scorgiamo un sorriso un po’ ironico. Non chiediamo il perché, anche se è facile intuire. A ben guardare, infatti, Barra è uscito primo degli eletti della Croce Rossa Internazionale, con una votazione che ha coinvolto tutti i Governi firmatari delle Convenzioni di Ginevra e tutte le 186 società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa del mondo, mentre, invece, in Itala, è stato commissariato dal Governo, per risanare i conti della CRI, con un commissario pagato, al posto di un Presidente che lavorava gratis. Strano Paese il nostro.

Allora, Presidente, come intende potenziare l’attività della CRI?
“Il movimento vuole accrescere il ruolo della diplomazia umanitaria, spingendo ancor più su un’azione che possa aprire ad un maggior dialogo con i governi, nel rispetto dei diritti dell’uomo, ed a favore dei più bisognosi”.

Un maggior impegno del movimento, nel contesto internazionale, dovrà passare anche per accordi politici?
No, noi siamo autonomi ed indipendenti dai governi, solo ausiliari. Noi non facciamo politica, ma ci occupiamo della gente che soffre. Dovrò chiarire bene agli esecutivi questa posizione, e cioè, indipendenza e neutralità, anche se con volontà di ausilio e collaborazione. E prprio attraverso la diplomazia umanitaria intendo spingere i governi a starci affianco per portare aiuto alle persone più vulnerabili. Il mio intento sarà anche quello di poter intervenire in tutti quei casi di diritti violati, come le condizioni dei detenuti, nelle carceri di mezzo mondo. Mi batterò personalmente, e con priorità, perché questi diritti vengano riconosciuti.

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