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Croce Rossa: Barra, ha vinto centralismo burocratico

Da: “Ansa” del 4 aprile 1998 – Roma.

Esce sconfitto dalla prima elezione a presidente della Croce Rossa Italiana e non lesina critiche pesanti ma non, precisa, per il risultato, che “accetta”, il Massimo Barra, ispettore nazionale dei volontari del soccorso (circa 60 mila persone) e responsabile di Villa Maraini che si occupa del recupero dei tossicodipendenti.

“Questa mia sconfitta che accetto – ha detto Barra “a caldo” – rafforza il centralismo burocratico e la peggiore parte della Croce Rossa centro-meridionale contro la voglia di pulizia e di rinnovamento della Cri del nord. Credo – ha aggiunto – che si confermino i dubbi espressi dai parlamentari sulla Cri e mi auguro che le forze politiche vogliano vederci chiaro in quella che è stata una gestione fallimentare, fatta di menzogne e avvenimenti di dubbia legittimità”.

Per Barra si “continua nel segno della continuità, ad avere i comitati di Roma, Napoli e Palermo con una gestione fallimentare e un deficit di 50 miliardi di lire l’ anno a danno della Cri del nord”. “Sono convinto – ha concluso Barra – di avere la maggioranza del Paese e di avere perso solo per un sistema elettorale perverso che esalta le minoranze fino a farle diventare maggioranza, indegno in un Paese democratico e chi si è prestato a questo gioco è poco degno del mio rispetto e della mia simpatia.

Mi auguro che il ministro della sanità voglia vederci chiaro in quella che è la gestione della Cri”.

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