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Come essere visibili nella società

Da: “Rokk” N. 3 2005 – rivista della Croce Rossa Russa

Nel 2005, il Dottor Massimo Barra ha festeggiato i suoi 50 anni di militanza nella Croce Rossa. Inizia come volontario della Croce Rossa Italiana nel 1955, all’età di 8 anni; nel 1960 riceve il certificato di Pioniere della CRI. Nel corso di molti anni ha ricoperto diverse cariche all’interno della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale di Croce Rossa, rappresentando la Federazione in svariati forum internazionali. Da molto tempo promuove attivamente la strategia di riduzione del danno nella lotta all’epidemia dell’ HIV. Nel 1976 ha creato la Fondazione Villa Maraini, dove attualmente lavorano 80 specialisti e 80 volontari. Ogni giorno, 24 ore su 24, prestano assistenza e supporto a tossicodipendenti. Dal momento della sua fondazione, più di 25.000 persone sono state assistite da Villa Maraini. “La nostra strategia consiste nel combattere i pregiudizi nei confronti dei tossicodipendenti attraverso un approccio più umano verso questo problema. Le persone che fanno uso di droghe sono diverse. In questo campo, non è possibile generalizzare – spiega il Dottor Barra. – La tossicodipendenza è una malattia”. M. Barra è da circa 20 anni il promotore e coordinatore del lavoro della CRI contro l’AIDS. Interviene come esperto sulle tossicodipendenze nei tribunali italiani ed è a capo del movimento dei volontari della CRI. Nel 1988 è stato il promotore della creazione di un network europeo di organizzazioni che lavorano nel campo della lotta all’HIV/AIDS e fino al 2003 è stato il presidente di questa organizzazione. In Italia è uno dei più attivi difensori dei diritti dei tossicodipendenti in carcere. “Costruire ponti” – è uno degli slogan principali del Dott.Barra e di Villa Maraini. “Noi abbiamo dimostrato che la collaborazione è possibile. È possibile costruire un ponte tra persone marginalizzate e la polizia attraverso il superamento di atteggiamenti repressivi e violenti a favore del dialogo e della comprensione”. Nello staff di Villa Maraini ci sono anche 5 poliziotti (tutti ex campioni del mondo o campioni olimpionici). Il corrispondente del giornale “ROKK” ha incontrato il Dott.Barra e gli ha chiesto di rispondere a qualche domanda.

– Dott.Barra, potete spiegare per favore i motivi della vostra visita in Russia?
– Sono stato invitato dalla Croce Rossa Russa. In qualità di Vice Presidente della Federazione responsabile del lavoro delle Società Nazionali europee, devo essere sempre ben informato sulle attività e i problemi di ogni Società Nazionale. Venire in Russia è stato per me particolarmente interessante, perché molti anni fa, esattamente nel 1977, sono stato qui come rappresentante dei Pionieri della CRI. I cambiamenti del paese sono semplicemente grandiosi! Mi sembra come di trovarmi in un altro paese. Oggi mi trovo molto più a mio agio qui, le persone si comportano molto più liberamente, sono affabili, aperte al dialogo. In altre parole, qui a Mosca mi sento come in una qualsiasi altra città europea.

– Come vedete e giudicate l’attività della Croce Rossa Russa?
In questi giorni ho avuto diversi incontri ufficiali e ho notato che la Croce Rossa Russa è conosciuta e rispettata da tutti, a partire dalla popolazione fino alle autorità governative. Il Vice Ministro della Sanità ha apprezzato in particolare il lavoro svolto dalla Croce Rossa Russa nella tragedia di Beslan. Egli si è trovato d’accordo con me nel riconoscere che la Croce Rossa Russa può agire da ponte tra il governo e la società civile, allargando e rafforzando il suo ruolo specifico. Le possibilità della Croce Rossa sono enormi, così come la sua autorità nel mondo,conquistata grazie alla sua missione umanitaria, al suo emblema e alla sua storia. Io vorrei in particolare evidenziare il ruolo dei volontari. Il volontariato rappresenta uno dei 7 principi fondamentali del Movimento della Croce Rossa, ed è strettamente legato alla partecipazione dei giovani nella nostra organizzazione. Molti rappresentanti della Federazione, compreso il Presidente ed io, sono entrati nell’organizzazione come volontari. Questa esperienza ci ha formato, temprato, influenzato tutta la nostra vita. Io, infatti, sono diventato medico proprio perché da ragazzo ho preso parte all’attività della Croce Rossa. (Il Dott.Barra ricopre ancora il ruolo di primario in una clinica di Roma, anche se ammette di non avere più molto tempo a disposizione per questo). Io ritengo che nel terzo millennio la Croce Rossa sarà chiamata ad avere il ruolo di leader ed inspiratore dei giovani in campo umanitario. I giovani portano al Movimento energia, nuove idee e nuovi modi di comunicazione, sia sul piano tecnico che psicologico. Purtroppo, ancora oggi in molti paesi la Croce Rossa viene associata a persone adulte o di una certa età. Proprio poco tempo fa, ho sentito tale opinione da un mio conoscente francese. Noi possiamo cambiare le cose, solo se coinvolgiamo i giovani nella nostra attività. I giovani volontari che partecipano alle nostre attività possono svolgere un ruolo molto più attivo nello sviluppo della società civile e nella promozione di valori umanitari nel mondo. (segue alla pagina successiva >>)

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