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Buco di Stato a Roma

Da: “L’Espesso” dell’8 gennaio 1998
Droga l’esperimento che viene dal Nord

La scommessa è quella di tentare a Roma (e via via in altre città italiane) quel che è già stato fatto, con successo, in Svizzera: la somministrazione gratuita e controllata di eroina a un campione di tossicoclipendenti. C’è la disponibilità del sindaco Francesco Rutelli, e i primi passi concreti della sua giunta; l’interesse dei tecnici e dei medici della Regione; e c’è l’offerta di una sede dove condurre la sperimentazione.

E pure se le procedure burocratiche da avviare sono ancora molte (l’ostacolo più duro appare la reticenza del ministero della Sanità), la polemica sulla bontà dell’iniziativa, partita sulla scia della canipagna lanciata da Marco Pannella, già divampa fino in Parlamento. A dare una mano agli antiproibizionisti che cavalcano quest’idea con l’impeto di sempre, e a spingere il Comune di Roma a un primo provvedimento, è un libretto di 160 pagine nel quale l’Università di Zurigo ha raccolto i risultati dei primi tre anni del programma di somministrazione gratuita di eroina a un campione di tossicodipendenti giudicati irrecuperabili, condotto in varie città svizzere sotto controllo medico e con assistenza psicologica.

Risultati giudicati molto positivamente e che verranno esaminati da vicino dall’Agenzia per le tossicodipendenze che la giunta comunale ha istituito nei giorni scorsi: “Sarà lo strumento per dialogare con le altre istituzioni e avviare senza troppi intralci burocratici sperimentazioni sul tipo di quella svizzera”, spiega l’assessore ai Servizi sociali Amedeo Piva. E conferma all'”Espresso” Rutelli: “Non ho nessuna preclusione ideologica, ma prima di muoversi occorre conoscere bene i dati: sarà l’Agenzia a parlare con gli amministratori svizzeri e a raccogllerne le valutazioni”.

Dal Comune alla Regione Lazio. Il professore Carlo Perucci, direttore dell’Osservatorio epidemiologico, si dice d’accordo “nel tentare la via battuta dagli svizzeri e recentemente imboccata anche dall’Australia”: entro marzo chiederà alla giunta regionale lo studio di fattibilità per un progetto di somministrazione controllata di eroina e la messa a punto di strutture, pubbliche o private, dove avviare la sperimentazione. Per questa ragione Lionello Cosentino, assessore regionale alla Sanità, ha già cominciato il censimento delle sedi più adatte: “Dobbiamo individuare delle strutture pubbliche dove la ricerca medico-scientifica possa essere valutata in base a rigorosi criteri tecnici, senza farsi fuorviare da bandiere ideologiche”. E non è tutto. Avverte Perucci: “Il campione dei tossicodipendenti cui somministrare la droga deve essere individuato dai medici in base a rigorose condizioni. Il problema è che quando da noi si parla di riduzione del danno per i drogati cronici, prevale un approccio assai poco scientifico. Neanche il metadone viene autorizzato in dosi sufficienti”.

Non è un caso che i militanti del Cora (Coordinamento radicale antiproibizionista) abbiano scelto Roma come città dove far partire la sperimentazione: nella capitale, secondo stime ministeriali, si contano circa 18 mila tossicodipendenti da eroina di cui almeno 600 vivono senza fissa dimora e consumano droga in strada. L’iniziativa, è facile prevedere, scatenerà polemiche, anche se quelli del Cora cercano fin d’ora di smorzarle: “Sia chiaro, stiamo parlando di un esperimento medico per verificare se la somministrazione controllata di droghe pesanti possa essere una via praticabile per migliorare le condizioni di eroinomani cronici, destinati a sicuro decadimento psicofisico-sociale e candidati a morte per overdose o Aids”. (Segue alla pagina successiva >>)

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