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Barra: “Vale la pena di provarci le altre soluzioni sono tutte fallite”

Da: “La Repubblica” – Roma, martedì 6 marzo 2007
Il presidente della Croce rossa italiana: “Si potrebbe aiutare migliaia di malati”

Nelle polemiche politiche Massimo Barra, presidente della Croce rossa italiana (Cri), non vuole entrare, ma è pronto a difendere la scelta di appoggiare l’idea di acquistare l’oppio afgano e trasformarlo in morfina e codeina: «È una proposta medica e umanitaria, non politica».

Dottor Barra, perché la Cri sostiene questo progetto?
«La Croce rossa è neutrale e indipendente, ma non è neutrale nei confronti della sofferenza umana. Siamo contro il dolore e sottolineiamo la necessità che ci sia una terapia del dolore anche nei paesi in via di sviluppo, dove nessuno si preoccupa della sofferenza atroce in cui vivono migliaia di malati».

Ma perché l’oppio afgano? Ci sono altri paesi produttori, dove il mercato è in mano a attori più legali di quelli afgani…
«L’Afghanistan produce una grande quantità di oppio: questa sostanza è la matrice dell’eroina, che è illegale, ma anche della morfina e della codeina, che sono legali. Non si capisce perché il mercato afgano debba essere lasciato in mano ad attori illegali quando è possibile acquistare l’oppio e usarlo per farmaci che possono essere impiegati nella terapia contro il dolore. Il 50% del Pil afgano è legato all’oppio. È impensabile sradicarlo completamente: meglio convertirlo in qualcosa di utile».

Cosa propone la Cri?
«Siamo pronti a fare da garante per la coltivazione di oppio nelle zone dove operano i soldati italiani. Insieme alle altre colture che stiamo già aiutando a sviluppare potremmo instaurare una coltivazione controllata di oppio destinato a essere trasformato in morfina».

Che l’opposizione contesta…
«Io credo che ci siano i margini per una sperimentazione. Occorre avere l’umiltà di ammettere che fino a questo momento tutti gli approcci tentati per risolvere il problema dell’oppio afgano sono falliti».

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