Servizi

Azzaro, don Picchi e Villa Maraini

Da: “La Repubblica” di venerdì 1 marzo 1991
di MASSIMO BARRA*

Don Picchi ha dichiarato all’ Unità che io sono bravo, ma parlo come Saddam e che il Comune di Roma sta mettendo ordine nei suoi servizi sociali. Il nuovo ordine consiste nell’ignorare del tutto Villa Maraini dopo 15 anni di attività; nell’assegnare al Ceis un bel po’ di miliardi per tre anni; nell’abolire il “progetto carcere” che da solo ha fatto terapia ai tossicomani reclusi nelle carceri romane; nel tirare fuori una cooperativa che non ha alcuna esperienza terapeutica, affidando ad essa il “telefono in aiuto” da me iniziato.

Quel “telefono” cui oggi quotidianamente si rivolgono 200 tossicodipendenti per essere consigliati, ma anche assistiti, contravvenendo così al “bando di concorso”. Scrive infatti l’assessorato ai Servizi sociali a proposito del “telefono in aiuto”: “la commissione ritiene che quest’ultimo progetto contenga elementi d’intervento non richiesti dal bando, quali il trattamento sanitariofarmacologico e quello psicoterapeutico, pertanto l’offerta non può essere presa in considerazione.

Si potrebbe obiettare che, in tutte le delibere passate, erano proprio queste le colpe che il Comune chiedeva a Villa Maraini; che il bando precedente, vinto da Villa Maraini, non è stato applicato. Siamo poi proprio sicuri che il “bando” o la “gara” siano gli strumenti migliori che il Comune ha a disposizione per intervenire in questo settore? O non si addicono più agli acquisti dei filetti di baccalà per le mense scolastiche che alla terapia di esseri umani che non costituiscono né una categoria omogenea né una razza a parte?

E’ sicuro Don Mario quando afferma che il tossicomane non è un malato ma solo una persona “con un problema in più” di contribuire a creare falsi convincimenti nell’opinione pubblica e un’ ulteriore violenza al drogato, fisicamente e oggettivamente dipendente, quindi malato? Se non è malato, ma solo peccatore da rieducare, è giusto non avere un letto in ospedale per ricoverarlo; è giusto parlar male dei trattamenti farmacologici; è giusto pensare alla Comunità Terapeutica come unica salvezza; è giusto abbandonare a loro stessi senza soldi e senza strumenti operativi gli assistenti dei servizi pubblici che pure si fanno carico di 80 mila tossicomani, contro i 10 mila delle C.T. E’ giusto che i ministri parlino solo di C.T. in cui magari commuoversi sotto l’occhio delle telecamere; è giusto che un assessore la butti in “caciara”, come si dice a Roma, per nascondere che l’assessore non lo sa fare.

Allora è giusto soffocare Villa Maraini che, tra le tante colpe, ha quella di non essere lottizzata né lottizzabile, di non avere operatori di una sola parrocchia, di non avere altri dogmi in tema di droga che quello di non avere dogmi, perché ogni soggetto è diverso dall’altro. Se pensare tutto questo vuol dire fare Saddam, io faccio Saddam. Ma tu, caro Don Mario, sai che non è vero.

* Fondatore di Villa Maraini

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