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Altera le cellule nervose fino a distruggerle

Da: “Il Corriere della Sera” di martedì 2 novembre 1999

ROMA – E’ stata sintetizzata per la prima volta agli inizi di questo secolo, come variante dell’anfetamina, ma non ha avuto fortuna immediata. E ricomparsa alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti: veniva usata dagli psichiatri eterodossi per facilitare i rapporti interpersonali con i pazienti. E solo a metà degli anni ’80 (primo articolo pubblicato sulla rivista “Science” nel 1985) sono venuti fuori i problemi legati alla neurotossicità della sostanza. Da qui la scomunica ufficiale da parte del Dea americano. Ecstasy: si parla di nuova droga, in realtà è vecchia. Di nuovo casomai ci sono soltanto le modifiche alla sua molecola. Ne sono state fatte centinaia. E in questo modo, cambiando spesso la composizione delle pasticche, i produttori sono riusciti a sfuggire alle tabelle internazionali che contengono la lista degli stupefacenti commerciabili e proibiti.

Che cos’è l’ecstasy?
E’ una variazione dell’amfetamina che ha una struttura chimica di base facilmente modificabile. Il nome chimico dell’ecstasy è Mdma, metilendiossimetamfetamina. Dalla molecola di partenza si possono ottenere centinaia di derivati che danno origine a effetti simili. Molte delle nuove molecole non sono incluse nelle tabelle ed hanno libera vendita.

Ma è così semplice produrre questa droga?
Sintetizzare l’ecstasy non è difficile, da qui la disponibilità sul mercato clandestino di pasticche diverse. Su Internet ci sono siti dove trovare le istruzioni per fabbricarle. La produzione non richiede attrezzature speciali. La vendita è molto remunerativa. “Le pasticche, a forma di elefantini, cammelli o pescetti, costano dalle 30 alle 60 mila lire – dice Massimo Barra, presidente della Fondazione Villa Maraini, il centro romano per il recupero dei tossicodipendenti – Io credo che molta merce sia made – in Italy. I miei operatori mi dicono che nelle grandi feste rave sostano camper-laboratorio.

Quali sono gli effetti delle pasticche?
Non sono né allucinogene né psicostimolanti, ma una via di mezzo. L’ecstasy modifica la percezione dei suoni e degli stimoli dell’ambiente e facilita il rapporto interpersonale.

Qual è l’azione neurotossica e il danno conseguente al consumo dell’Mdma?
E’ stato dimostrato che distrugge le terminazioni nervose di natura serotoninergica. In altre parole provoca nell’uomo lesioni al cervello di natura irreversibile, che persistono, secondo gli studi più avanzati, almeno fino a 7 anni dall’interruzione del consumo. Al momento però non c’è evidenza di patologie croniche e manifestazioni cliniche connesse a queste droghe.

Perché si muore di ecstasy?
Se consumata in ambienti caldi, sotto stress fisico può dare origine a disturbi acuti di ipertermia (temperatura del corpo più alta del normale, a livelli febbrili) molto grave. A partire dal 1987, secondo il farmacologo dell’università La Sapienza Luciano Caprino “sono cominciati a comparire in letteratura i primi rapporti scientifici riguardanti la possibilità che il farmaco sia responsabile di effetti mortali. Viene accertato che può causare la morte in alcuni individui con malattie cardiovascolari predisponenti forse l’induzione di aritmie cardiache”.

L’ecstasy provoca farmacodipendenza?
Non è dimostrato. Non è come l’eroina o la cocaina. Non è un caso che il suo uso sia limitato a certi contesti. I giovani prendono le pasticche quando vanno in discoteca, non quando si trovano soli a casa.

Quante pasticche possono assumere in una notte?
Ne basta anche una sola perché dura molto a lungo in quanto la sostanza è molto persistente. “L’effetto è molto rapido – spiega Caprino . Circa 30 minuti. C’è una fase iniziale di disorientamento, poi subentra il cosiddetto rush, una sensazione molto simile all’orgasmo, associato a formicolii e scosse muscolari. Infine la fase caratterizzata da felice socievolezza”.

Bere alcolici rende l’assunzione di ecstasy più rischiosa?
Chi si occupa di riduzione del danno incoraggia i ragazzi a bere molta acqua e a limitare gli alcolici. “Una delle cause dello shock è la disidratazione – ricorda Barra -. Sudore, decibel sparati e stress per l’organismo sono una miscela velenosa. Io credo che l’unica iniziativa efficace nelle discoteche sarebbe la distribuzione di acqua”.

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