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Volontariato: non più nomine governative per la “CRI”

Da: “ANSA” – Roma, 13 ottobre 1993

“Né soldi pubblici né nomine governative per la Croce rossa italiana”. E’ la richiesta della più importante componente della CRI italiana, 40 mila volontari del soccorso, che si riuniranno a congresso nei prossimi giorni. “E’ uno scandalo internazionale – secondo Massimo Barra, ispettore generale dei volontari – che in Italia la CRI sia una ‘dependance’ del ministro della sanità in carica”.

“Siamo commissariati da 13 anni – denuncia l’ispettore dei volontari – e lottizzati dai ministri della sanità”. “I nostri presidenti – aggiunge – sono di nomina politica, attualmente tutti uomini dell’ ex ministro Francesco De Lorenzo, che – spiega Barra – di soccorso non sanno nulla e si adoperano solo per ‘gonfiare’ una costosa quanto inutile struttura burocratica (oggi sono 2.500 i dipendenti della CRI) e non hanno ancora avuto il buon gusto di dimettersi”.

In nessun altro Paese i responsabili della Croce rossa – è stato ricordato – sono di nomina politica, ovunque i responsabili vengono ”eletti”. Un metodo che garantisce – è stato fatto ancora osservare – la totale indipendenza dal potere politico. Una indipendenza chiesta quindi a gran voce anche dall’organizzazione italiana che attende, dal 1982, l’applicazione del nuovo statuto, già elaborato da un comitato, istituito per legge, da più di 10 anni che però il ministro della sanità – spiega Barra – tiene nel cassetto”.

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