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Vinco la droga con gli aghi

Da: “Gioia” N. 19 – 11 maggio 1981
Una dottoressa afferma di aver trovato il sistema per debellare la tossicodipendenza
“Questo è possibile”, dice Eugenia Tamburino “ricorrendo a dodici iniezioni di un mio preparato” Diversi specialisti, però, sono scettici sui risultati

Dodici microiniezioni, praticate con un ago di quattro millimetri ai lati delle narici e ai lobi auricolari, a base di vitamina Bl, procaina e iodio, basterebbero a guarire in pochi minuti il tossicomane dalla dipendenza della droga, evitandogli la dolorosa crisi d’astinenza, dovuta alla brusca sospensione di sostanze stupefacenti. Questa, in poche parole, la terapia messa a punto, dopo cinque anni di sperimentazione su centinaia di casi, da una trentunenne dottoressa romana, laureata in medicina a soli ventiquattro anni con 110 e lode, specializzata in mesoterapia a Parigi, in agopuntura in Cina e in tossicologia negli Stati Uniti.

Nonostante l’eccellente curriculum di studi e le sue rivoluzionarie intuizioni mediche, Eugenia Tamburrino, già nota in Italia come la “dottoressa antifumo”, è stata tre anni fa al centro di vivaci polemiche a proposito del metodo, appreso dal parigino professor Bicheron, per guarire il fumatore dal vizio della sigaretta. In una, al massimo due sedute, nel suo elegante studio di Roma, la dottoressa Tamburrino praticava le “miracolose” dodici microiniezioni antifumo.

Alla sua terapia si sottoposero fumatori incalliti, personaggi in vista, politici, industriali. Furono tutti guariti? In seguito ad una intervista televisiva per il programma Io e.. il fumo, sul tavolo del sostituto procuratore della repubblica di Roma, Giorgio Santacroce, iniziarono a piovere denunce di cittadini, che accusavano la Tamburrino di non averli affatto liberati dal vizio del fumo. La dottoressa fu indiziata per truffa aggravata e continuata, ma dopo cinque mesi l’inchiesta fu archiviata per insussistenza del reato.

Perseguitata, calunniata persino con lettere anonime all’Ordine dei medici di Roma, la dottoressa Tamburrino non si è arresa. E dopo due anni, eccola di nuovo all’attacco per parlare della terapia, che lei definisce rivoluzionaria, che può guarire migliaia di tossicomani, ma anche alcolizzati, destinati nella maggior parte dei casi alla morte. Occhi neri, furbi e vivaci, giovane e avvenente, la incontriamo nel suo studio romano, dove ogni giorno afferma di compiere dieci “miracoli”. “Dottoressa Tamburrino, può spiegarci in cosa consiste la sua terapia?”.

“Nel cervello sono presenti sostanze endogene, simili alla modina, cioè le endorfine e le encefaline. In condizioni normali i ricettori per gli oppiacei sono disposti ad una liberazione basale di encefaline, che si blocca quando si usano droghe come la morfina, l’eroina e il metadone. Nel momento in cui il tossicodipendente, costretto ad aumentare di giorno in giorno la sua dose, sospende l’assunzione d“ sostanze stupefacenti si trova privo di oppicidi sia al l’interno sia all’esterno.
Ciò determina la crisi d’astinenza, che si manifesta con vomito, diarrea, sudorazione, dolori muscolari. Può durare ben quattro giorni e, in particolare nell’alcolizzato, può provocare la morte. E’ a questo punto che interviene la mia terapia, capace di stimolare la formazione interna di endorfine, precedentemente bloccata. Quindi, si evita la crisi d’astinenza e si guarisce dalla dipendenza fisica dalla droga “. “Quale effetto hanno la vitamina Bl, la procaina e lo iodio? “.

“Si tratta di farmaci dall’azione dubbia, lo confesso. Nemmeno la farmacologia è in grado di spiegare scientificamente l’azione di queste sostanze combinate insieme. Comunque, si sa che la vitamina Bl agisce sul sistema nervoso, la procaina è un anestetico e lo iodio serve ad aumentare il metabolismo e ad eliminare le tossine”. Dottoressa Tamburrino, che senso hanno le dodici microiniezioni praticate ai lati delle narici e ai lobi auricolari?”.
“Il principio è quello dell’agopuntura, poiché in queste zone risiedono i centri della volontà e della dissuefazione. Ma l’agopuntura da sola, per quanto abbia un effetto sulle endorfine, non basta. L’azione, infatti, dura solo centottanta minuti, mentre, iniettando vitamina Bl, procaina e iodio, l’azione si prolunga fino ad evitare totalmente la crisi d’astinenza “. In base a quali risultati lei considera la sua una terapia rivoluzionaria nel campo delle tossicodipendenze? .
“Praticavo la stessa terapia per combattere il vizio del fumo, quando un mio paziente mi ha rivelato che aveva anche smesso di bere. Posso capire lo scetticismo altrui, visto che io per prima sono rimasta alquanto sorpresa. Ho iniziato ad effettuare la cura su soggetti abituati all’alcool e agli stupefacenti. I risultati sono stati eccezionali: nessun sintomo di crisi e completa dissuefazione. Ho trattato centinaia di casi ed ho presentato le cartelle cliniche al ministero della Sanità, che mi ha convocato presso la comunità terapeutica di villa Maraini, annessa all’ospedale S. Camillo di Roma, per praticare la mia terapia su otto tossicodipendenti, davanti al direttore del centro, professor Massimo Barra e al professor Riccardo Zerbetto, docente di psicopatologia all’università di Siena e collaboratore del ministro Aniasi. (Segue alla pagina successiva >>)

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