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“Villa Maraini non può chiudere”

Da: “Il Tempo” di giovedì 9 maggio 1991 – Roma.

“Che fare nei prossimi mesi a Villa Maraini?”.
Con questo interrogativo si è aperta l’altra sera la riunione operativa dell’Associazione “Genitori ed amici insieme contro la droga”, che attualmente cura nel centro di Monteverde circa 300 giovani tossicodipendenti, sforzandosi di offrire servizi diversificati per rispondere alle più varie e complesse esigenze di ognuno: Villa Maraini non è chiusa né chiuderà – ha esordito il dottor Massimo Barra -, vogliamo una definizione del nostro rapporto: l’assessore competente, Azzaro, ci proroga la convenzione con il Comune mese per mese, ed è inconcepibile.

Neppure l’Usl RM/10, dalla quale dipendiamo, ha mai dato seguito alla convenzione che con essa si stipulò. Abbiamo bisogno di 500 milioni all’anno per andare avanti – ha proseguito – e non possiamo lavorare nel pericolo che, magari ad agosto, il Comune blocchi la nostra unica fonte di sostentamento”.
Vita ancor più grama, dunque, società e istituzioni sempre più sbiadite e contraddittorie per i 300 giovani raccolti per le strade, curati, avviati al lavoro – “un lavoro che poi riescono a conservare” osserva un papà, dichiarandosi contrario alle comunità che isolano i ragazzi -, per i quali centinaia di genitori ed una quarantina di operatori, per la maggior parte volontari, si battono da anni.

E’ necessario dunque intervenire subito e per una soluzione duratura. Di qui l’idea di una lettera che ciascun genitore invierà al sindaco Carraro e al ministro Russo Jervolino. “La legge applicata letteralmente – ha osservato la dottoressa Sechi, curatrice del “progetto carceri” – ha creato nel carcere femminile di Roma una sorta di lager, dove vengono riunite, insieme alle donne che consumano droga da anni, anche coloro che all’eroina s’erano appena avvicinate”.

Ma politici ed amministratori erano altrove: in sala c’erano soltanto un inviato dell’assessore regionale alla Cultura, Cutolo, che ha fatto sapere di essere disponibile ad un incontro, e il consigliere comunale del Pds Battaglia, il quale ha rinnovato il proprio impegno: “Le autorità si muovano, e Carraro faccia la sua parte – ha tuonato il presidente dell’Associazione, Tiziano Vischetti -. Non abbiamo più nulla da dire con Azzaro, che qui non c’è mai venuto.

Tra l’altro – ha aggiunto – siamo ancora in attesa di gran parte dei 500 milioni relativi ad un bando che vincemmo per il ’90: abbiamo avuto solo quattro mesi su dodici. L’assessore si disinteressa, preferisce finanziare altre strutture”.

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