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Villa Maraini ha festeggiato i suoi quindici anni premiando chi non si droga più

Da: “Il Messaggero” di lunedì 15 luglio 1991

Centocinquanta premi per uomini e donne, giovani e meno giovani che sono riusciti a non drogarsi più. Per liberarsi dalla tossicodipendenza hanno usato varie tecniche: la psicoterapia, individuale e di gruppo, i farmaci come il naltrexone, un “antagonista” dell’eroina che ne inibisce gli effetti, ma sopratutto il confronto con altri tossicodipendenti in cura, come loro, a Villa Maraini, l’unico centro antidroga pubblico della capitale, che ieri ha festeggiato i quindici anni di attività con una grande festa nel parco di via Ramazzini.

Dal 1976 ad oggi nella comunità diurna di Villa Maraini sono passate quindicimila persone. Ognuna è stata curata con una terapia specifica perché, come non si stanca di ricordare Massimo Barra, 40 anni, che nel 1976 ebbe l’idea di aprire Villa Maraini: “Non c’è una soluzione unica per chi si droga. Per ogni tossicomane bisogna studiare una cura particolare”.

Ad applaudire i ragazzi guariti c’erano tutti i familiari e poi gli operatori del Telefono in aiuto e del Progetto carcere, l’ammiraglio Tomassuolo e Luigi Giannicco, commissario straordinario della Croce Rossa, che ha ceduto i locali alla Fondazione, e tutta la banda dei carabinieri che ha tenuto un concerto nel parco.

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