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“Verrà potenziata Città della Pieve”

Da: “Repubblica” del 13 febbraio 1986 – Roma.
Il neo-consulente comunale per la droga

“Non esistono soluzioni definitive al problema droga, così come, non ci sono terapie buone per tutti”. E’ quanto afferma Massimo Barra, il nuovo consulente per le tossicodipendenze del Comune di Roma: “Tra i più giovani aumenta l’uso di psicofarmaci, mentre diminuisce il numero di eroinomani “puri”.

Contemporaneamente cresce la domanda di assistenza psichiatrica lasciata “scoperta” dal minor consumo di droga”, sintetizza: “Il ventaglio dei bisogni, dunque, è quanto mai diversificato”. La nomina ufficiale di Barra avverrà oggi con la delibera della Giunta che sarà presentata nella seduta straordinaria del Consiglio comunale, richiesta da tempo dal Pci e che si terrà questo pomeriggio, salvo ulteriori dilazioni.

Trentotto anni, laureato in medicina, ha una lunga esperienza nel campo delle tossicodipendenze, maturata prima, dal ’74 nel Centro anti-droga di via Merulana, e soprattutto dal ’76 a Villa Maraini la comunità pubblica che funziona come “centro diurno” aperto l2 ore al giorno. Quali sono gli interventi che ritiene prioritari, dopo le polemiche che da mesi infuriano sul funzionamento delle strutture comunali?

“Innanzitutto si deve potenziare Città della Pieve”, risponde il neoconsulente che tra l’altro è membro del gruppo internazionale di esperti della Croce Rossa sulle tossicodipendenze. “E’ assurdo che una struttura costata intorno ai due miliardi, ospiti 18 ragazzi e vi lavorino quattro operatori”, osserva ancora Massimo Barra, che nelle settimane scorse ha visitato la comunità terapeutica insieme alla commissione Sanità del Comune.

E poi che altro? “L’ampliamento della comunità di Massimina che verrà trasferita in locali più adeguati rispetto a quelli attuali. E ancora, la realizzazione di un vecchio sogno: trasformare la comunità diurna di Villa Maraini in una fondazione. Ma esclusivamente con finanziamenti privati”, precisa.
“Vorrei installarvi un centralino, una sorta di “Sala operativa” continua Barra “che giorno per giorno dia la situazione a Roma, accogliendo le richieste di aiuto e indicando le disponibilità esistenti negli ospedali, nelle comunità, eccetera. E’ indispensabile avere almeno una ambulanza per l’assistenza domiciliare ai tossicodipendenti”.

Ma sui tempi necessari per la crescita di Città della Pieve, Massimo Barra preferisce essere diplomatico. “L’ampliamento di una comunità terapeutica non è mai una questione di posti-letto, ma è sempre legato alle dinamiche tra gli ex tossicodipendenti e gli operatori”, obietta, “anche se penso che”, aggiunge, “in tempio brevi Città della Pieve potrebbe ospitare 50 ragazzi”. E sulla necessità di ampliare il numero degli operatori?

“Il Comune non può fare assunzioni”, risponde senza sbilanciarsi: “Dovremo ricorrere agli Enti locali, e ai ragazzi che hanno frequentato l’apposito corso del Comune e che possono riunirsi in cooperativa”. La proposta di candidare Barra avanzata dall’assessore democristiano all’assistenza sociale, Mori, ha suscitato qualche sorpresa. Barra infatti ha fama di essere un esperto poco incline alle mediazioni “istituzionali”.

E qualcuno dei suoi più stretti collaboratori giura fin da ora che non passerà molto tempo perché si accendano le prime “scintille”, i primi attriti, con l’assessore. “Per il momento non ci sono problemi”, assicura il neo-consulente. “Ma non ho ancora capito dove finisca il mio nuovo compito: insomma se i miei consigli avranno applicazione pratica, o rimarranno tali”.

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