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Venduta a Termini l’eroina che uccide

Da: “L’Unità” di martedì 12 maggio 1987 – Roma.
Arrestati tre tunisini
C’è allarme a Roma tra i tossicodipendenti: sembra che giri eroina che uccide. E’ più pura, più “forte” di quella normalmente in commercio. A spacciarla sarebbero dei tunisini, nei dintorni della stazione Termini. Ne sono stati arrestati tre, che avrebbero venduto la dose che ha ucciso il militare di leva Cosimo Colaluce. E forse anche le altre dosi mortali. Quattro giovani sono rimasti uccisi in tre giorni.

Sembra ormai certo: a Roma circola una partita di eroina che uccide. E’ più pura, più “forte” del solito. Ha già fatto quattro morti. A venderla sarebbero spacciatori tunisini, nella zona della Stazione Termini. Gli inquirenti non vogliono fare allarmismi. Ma quei quattro morti di droga fanno pensare proprio a uno stock di eroina “cattiva”.

Il primo ragazzo a morire (il settimo dall’inizio dell’anno) è stato, giovedì scorso, Paolo Gizzi, 22 anni, ritrovato nei gabinetti dell’ospedale Eastman. Il giorno dopo è toccato a un giovane militare di leva, Cosimo Colaluce, 20 anni, ucciso da un “buco” durante un droga-party in via della Penna.
Sabato mattina sono stati ritrovati i corpi di Giuseppe Turi, 26 anni, e di Jeoffrey Charde, 21 anni, americano. Quattro morti in tre giorni, troppi per pensare ad una coincidenza. Il primo a non credere al caso è il dottor Massimo Barra, consulente del Comune per gli interventi contro la droga, oltre che fondatore della comunità terapeutica “Villa Maraini”.

“Ma quale coincidenza – dice -, negli ultimi tempi il consumo di eroina è in diminuzione, e così il ricorso alle strutture pubbliche e il numero dei morti. La percentuale di eroina contenuta realmente in ogni dose – aggiunge – varia dal 2 al 100%, e se cambia di molto è facile che qualcuno muoia.
Inoltre abbiamo un indicatore che ci mostra che qualcosa non va in questi giorni: è molto aumentato il numero delle chiamate al nostro “telefono in aiuto”. Penso ci sia in giro roba più pura, più forte”. “Era roba schifosa, mai visto nulla di simile: ho avuto tre collassi – dichiar˜ alla polizia un tossicodipendente che era con il soldato al momento del “buco” mortale .

L’avevamo comprata a piazza Indipendenza, un grammo”. A venderla erano stati tunisini, due o tre. In una prima retata gli agenti del 1¡ distretto di polizia hanno arrestato Brindi Hassen Ben Mohamed, di 44 anni, e Aouni Ridha Ben Amar, di 28. Ieri sera ne è stato arrestato un terzo, di cui non è stato reso noto il nome. Questa mattina è stata convocata al 1¡ distretto una conferenza stampa, durante la quale si dovrebbero fornire elementi nuovi su questa inchiesta.

I tossicodipendenti, insomma, stiano attenti: la “solita dose” potrebbe risultare stavolta eccessiva, forse mortale.

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