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Urod, bocciata la disintossicazione

Da: “Il Corriere della Sera” di sabato 4 gennaio 1997 – Roma.
La terapia chimica sperimentata nell’ospedale milanese aveva invece avuto il via libera nell’ottobre del ’95
Stop del ministero al metodo antidroga: “Ingenuità nella ricerca del San Raffaele”

Semaforo rosso per l’Urod: visto il parere della Commissione unica del farmaco (Cuf), il ministero della Sanità ha “bocciato” il metodo rapido dl disintossicazione messo a punto in Israele. Ed è polemica. La Commissione si era già occupata dell’Urod, dando parere favorevole alla sperimentazione effettuata al San Raffaele di Milano, nell’ottobre 1995.

Oggi quel parere è stato ribaltato. “Non abbiamo niente contro l’Urod in generale”, spiega Gianluigi Gessa, psicofarmacologo dell’Università di Cagliari e autore della relazione della Cuf. “Il problema è il metodo di ricerca del San Raffaele. Lo studio su 100 casi che avevamo chiesto contiene alcune ingenuità impossibili da sostenere”.

Il metodo Urod nacque dalle ricerche del medico spagnolo Juan José Legarda, ma fu messo in pratica per la prima volta a Tel Aviv: consiste in un “lavaggio” chimico del cervello e dei suoi recettori dagli oppiacei. “Finora abbiamo trattato oltre 1200 casi con una percentuale di successo del 66%”, spiegano al San Raffaele.

Ma da Roma si ribatte che, per stabilire questo dato, i ricercatori milanesi hanno effettuato soltanto interviste telefoniche. “Certo che i tossicomani dicono dl aver smesso di bucarsi”, aggiunge Gessa. “Chi di loro ammetterebbe il contrario?

Credere alle loro parole significa non conoscere il mondo della droga”. La Cuf aveva chiesto all’istituto di certificare la fine della tossicodipendenza attraverso gli esami delle urine: “Ci hanno risposto che attualmente non è possibile distinguere l’eroina dal Naltrexone: una sciocchezza che anche un farmacologo alle prime armi potrebbe smentire”.

Nonostante tutto, al San Raffaele sono tranquilli: “La Cuf ha esaminato solo i primi 100 casi che abbiamo trattato. Era una relazione che ci aveva chiesto il ministero: la Cuf sa bene che non si tratta di dati relativi a studi controllati sull’efficacia del trattamento.

La vera ricerca è cominciata da poco, in collaborazione con i Servizi di recupero dei tossicodipendenti di zona. Avremo i risultati tra un anno, ma sarà un lavoro fondamentale a livello europeo, il primo in cui saranno confrontate l’efficacia dell’Urod e delle altre terapie, come il metadone”.

A chi polemizza per il costo della terapia – quasi 12 milioni – ribattono che il prezzo è stabilito dalla società israeliana Cita: “Loro hanno il brevetto del metodo. Ma i 10 milioni pi Iva comprendono, oltre al trattamento, due giorni di terapia intensiva e 10 sedute di psicoterapia.

Ma la sicurezza dei milanesi non convince altri esperti: Emilio Sternieri, direttore del Centro universitario di tossicologia di Modena, e Massimo Barra, responsabile della comunità “Villa Maraini” di Roma, sono da sempre scettici nei confronti dell’Urod. “Dalla droga non si esce dormendo, questo metodo non è “magico” come dicono”.

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