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“Unità di emergenza” anti-eroina

Da: “Il Tempo” del 1 febbraio 1995
Per la fondazione Villa Maraini i decessi sono decessi sono dovuti a una partita troppo pura
E’ di Anguillara la quattordicesima vittima per overdose di quest’anno

ERA di Anguillara la vittima numero quattordici dell’eroina dall’inizio dell’anno. Roberto Cianchetta, 38 anni, è stato trovato morto nel bagno della sua abitazione, in via Monte Silente. Accanto al corpo c’era ancora la siringa con cui si era iniettato la dose mortale.

Sull’alto numero di morti per overdose si fa sempre più strada l’ipotesi che potrebbe essere colpa di una partita di eroina “troppo pura”, in circolazione da metà novembre. La tesi è emersa durante la conferenza stampa di presentazione dell'”unità di emergenza” contro le overdose della Fondazione Villa Maraini e della Croce Rossa Italiana che da oggi, a Roma sarà disponibile, 24 ore su 24, chiamando il numero 55.877.77.

“L’aumento di decessi per overdose non significa – ha spiegato il direttore di Villa Maraini, Massimo Barra – un aumento del fenomeno della tossicodipendenza per via endovenosa, ma dipende dall’introduzione sul mercato di partite di eroina troppo pura, difficile da tagliare. Anzi, dai dati della raccolta di siringhe della Nettezza Urbana e della distribuzione di siringhe nelle farmacie, risulta una diminuzione del 10 per cento del fenomeno, dal’93 al’92”.

“Qui a Termini – ha detto Roberto, responsabile camper Villa Maraini della stazione – un tipo di eroina “brown sugar gommosa”, simile nella consistenza ad una caramella mou così difficile da sciogliere e da tagliare che si finisce per iniettarsela pura nelle vene. Viene dal centro Africa, ha colore marrone scuro e gli africani la fumano.

L’unico consiglio che si può dare è di farsene una dose più piccola di quella consueta”. Per “ridurre i decessi d overdose”, Villa Maraini e la Croce Rossa, da oggi attiveranno due nuovi servizi. L'”unità di emergenza” (quattro vetture con a bordo un medico, un volontario e un ex tossicodipendente) e il “centro di prima accoglienza”, presso la sede della fondazione in via Ramazzini, 31 (otto posti letto) in cui chi è soccorso potrà passare alcune notti e quindi avere l’opportunità di un primo contatto con la struttura di recupero.

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