Servizi

Una risposta per ogni caso

Da: “Il Sabato” Anno XIII n. 2 13 gennaio 1990

La Fondazione Villa Maraini di Roma è una delle poche strutture pubbliche articolate del Paese “Offrire un solo servizio” dice il fondatore Massimo Barra “seleziona l’utenza”. Scopo della Fondazione è di offrire servizi diversificati senza schemi preconcetti. Particolare attenzione è rivolta al ruolo dei familiari.

Scegliere la vita e maledire per sempre l’eroina. E’ l’obbiettivo di un ragazzo di 26 anni, tossicodipendente da 8, che ha chiesto di entrare in comunità con la volontà a lasciarsi alle spalle il ricordo di tanti anni di dipendenza. Ha scelto una comunità diurna dove è più facile l’ingresso (l’iter dell’accoglienza è ridotto a colloqui di approccio), ma più difficile la “degenza” e più forte l’impegno che si richiede a se stessi.

E’ la storia di uno dei venti ospiti della Comunità terapeutica diurna Villa Maraini di Roma, una storia che potrebbe essere uguale a quella dei suoi “compagni di avventura”. In un’oasi di verde nel cuore della capitale, ospite della Città della Croce Rossa, Villa Maraini, nata nel 1976 insieme al Telefono in aiuto, al Progetto carcere, all’Associazione dei familiari e alla Cooperativa di lavoro, è un progetto di vita basato su poche regole essenziali di convivenza: niente droghe, violenza, alcool, furti, rapporti preferenziali o di coppia.

Ogni giorno, dalle 8 alle 21, gli utenti della comunità seguono gruppi di confronto, di discussione, di verifica, fanno ergoterapia (pulizia dei locali, approvvigionamento viveri, servizio mensa), svolgono lavori di ristrutturazione, tipografia, cura del parco e attività sociali. Un’equipe di medici, a stretto contatto con il Sat (Servizio assistenza tossicodipendenti) dell’ospedale San Camillo (Usl 10 di Roma) segue quotidianamente lo stato psicofisico degli utenti sottoponendoli a visite mediche e controlli clinici.

Dopo tredici anni di esperienza con le tossicomanie, nel novembre dell’88, con un accordo tra la Cri e l’usl Rm 10 e grazie ai contributi di privati, banche e associazioni, tutti i servizi terapeutici furono riuniti nella Fondazione Villa Maraini, con lo scopo di offrire una serie di strutture diversificate per filosofia e modalità operativa. Oggi, dopo più di un anno di lavoro, la Fondazione è in grado di ospitare più di venti tossicodipendenti, offrire un trattamento ambulatoriale a coloro che usufruiscono saltuariamente di uno o più servizi, soddisfare in tempi reali necessità di pronto intervento domiciliare e soccorso telefonico, effettuare gruppi di sostegno e di psicoterapia familiare e attuare un ponte di collegamento con le carceri e i detenuti tossicomani.

“Offrire un solo tipo di servizio e un solo programma terapeutico” ha dichiarato ad Uscire Massimo Barra, medico, ideatore e direttore della Fondazione “è un concetto ad imbuto che seleziona l’utenza: chi passa dall’imbuto si salva, chi non passa è destinato a perdersi. Per questo motivo lo scopo della Fondazione è stato sin dall’inizio quello di non piegare le singole patologie alle possibilità operative, ma diversificare i servizi senza schemi preconcetti”. L’intervento psicoterapico della Fondazione si snoda attraverso fasi diverse.

Particolare attenzione è rivolta ai familiari degli utenti che sono chiamati ad essere soggetti di autonome iniziative di recupero, oltre che oggetto di psicoterapia: “Quando anche un familiare assume droga” continua Barra “diventa una mina vagante che sconvolge qualunque equilibrio preesistente”. Il servizio offerto dal Progetto carcere è rivolto a soggetti che si trovano in stato di detenzione per effetto della loro dipendenza o di reati connessi alla loro dipendenza.

Alcuni dati: in 18 mesi di attività, il Progetto ha ricevuto più di 500 lettere e richieste di accoglienza da parte di altrettanti detenuti negli istituti penitenziari di Rebibbia e Regina Coeli: tra loro 42 hanno interrotto la corrispondenza, 17 hanno ottenuto il provvedimento alternativo, uno ha chiesto di essere trasferito nuovamente in carcere, 2 hanno abbandonato la comunità gravandosi anche del reato di evasione, 18 hanno seguito il programma terapeutico.

Il Telefono in aiuto, che accanto al soccorso telefonico è in grado di effettuare pronti interventi domiciliari, ha al suo attivo nello stesso periodo 433 interventi operativi per crisi di astinenza, 131 per overdose e 71 per crisi familiari. La Cooperativa di produzione e lavoro, dal novembre dell’88 ad oggi, ha accolto 50 soci, tra tossicodipendenti ed ex, chiudendo il bilancio dell’88 in attivo.
Gestisce una tipografia, con fotocomposizione, nella quale lavorano 10 ragazzi guidati da un tipografo istruttore, un gruppo di lavoro che ha in appalto la manutenzione del parco della Città della Croce Rossa , pulizia dei viali, taglio degli alberi, raccolta dei rifiuti, cura delle aiuole) e la ristrutturazione di immobili della Cri.

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