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Un ritorno alle origini nei programmi della CRI

Da: “Il Tempo” di sabato 27 novembre 1982 – Castelvecchio Pascoli (Lucca).
A Castelvecchio Pascoli 390 delegati dei volontari del soccorso discuteranno tutti i problemi della difesa civile

Trecentonovanta delegati in rappresentanza di 160 gruppi del volontariato civile. Queste le cifre più significative del Convegno Nazionale dei volontari del soccorso della Croce Rossa Italiana che si è aperto oggi al centro congressi del “Ciocco” che proseguirà fino a domenica.

Temi al centro dell’attenzione, la realtà operativa della protezione civile e la rifondazione morale ed esistenziale della CRI. L’appuntamento riveste particolare importanza perché si tratta dell’ultimo confronto con la base prima della definitiva approvazione del nuovo statuto previsto dalla riforma sanitaria e che trasformerà l’ente in associazione.

“La nuova dimensione della CRI” – dice il dr. Massimo Barra, Ispettore nazionale del volontari – “è in realtà un ritorno alle origini. La Croce Rossa torna ad essere un insieme di cittadini che avendo lo stesso ideale intendono svolgere una azione al servizio della collettività indipendentemente da ogni considerazione di ordine politico, religioso o di appartenenza a un determinato ceto sociale”.

Questa seconda assise nazionale del volontariato giunge inoltre a proposito nel momento di generale interesse e confronto sui temi della protezione civile. La Croce Rossa si presenta con un bagaglio di esperienze recenti su cui riflettere e dalle quali trarre preziosi insegnamenti. Fulcro di queste esperienze è la serie di interventi, immediati e poi prolungati nelle zone terremotate.

A due anni di distanza, è più lineare e privo di umori ed emozioni del momento il quadro che se ne può trarre. Di protezione civile, da domani, discuterà una delle sette commissioni insediate per affrontare i temi di maggiore interesse.

Materiale di discussione e sul quale promuovere le azioni future sarà anche una pubblicazione interna, “Sistema operativo dei volontari CRI per interventi in caso di calamità naturali e indotte”, un prontuario sullo schema di quelli adottati a livello internazionale che unisce le caratteristiche didattiche generali a quelle prettamente tecniche in assenza delle quali la più perfetta teoria non ha supporti per diventare pratica positiva.

Sette, come si è detto le commissioni di lavoro che saranno impegnate fino a domenica, quando l’assemblea generale voterà probabilmente una serie di documenti programmatici ed esaminerà i risultati del vasto confronto interno.

Questi, in sintesi, gli argomenti al vaglio dei gruppi di lavoro: la rifondazione della Croce Rossa; esame della situazione attuale delle prospettive nel campo della protezione civile; sviluppo ed intervento della CRI nei paesi emarginati (in prevalenza nel Terzo Mondo); problemi interni e logistici: amministrazione e bilanci; pronto soccorso e trasporto degli infermi (in Italia sono ventimila i volontari di Croce Rossa impegnati in questo servizio) e infine assistenza socio-sanitaria con particolare riferimento ai temi del primo soccorso.

Una mole di lavoro di notevoli dimensioni dunque e che, tranne pochi argomenti squisitamente interni, tocca attualità scottanti del tessuto sociale. Oggi intanto, primo giorno del convegno, si sono riuniti il consiglio nazionale dei volontari del soccorso e quello dei pionieri (la struttura giovanile del volontariato) e la commissione tecnica sulla protezione civile: domani con ogni probabilità si conosceranno i primi dati di questi incontri.

Ne scaturiranno spunti per le deliberazioni conclusive previste per domenica; in particolare linee ed orientamenti per una garanzia di professionalità nel servizio volontario, professionalità che nella Croce Rossa è un dato da sempre inconfutabile.

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