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Un progetto antidroga

Da: “Il Gazzettino” venerdì 2 marzo 1984
Sarà presentato stasera dall’Usl in Provincia
Per i casi più gravi una comunità alloggio

“Il tragico mondo della droga sta assumendo a Treviso e nella Marca dimensioni preoccupanti. Il sempre maggior numero di giovani che, rimangono intrappolati in questa spirale di morte, ci ha spinto alla realizzazione di un nuovo progetto che incida profondamente nella realtà del territorio”.

Con queste parole il dottor Tito Zorzi, medico coordinatore sociale dell’Usl 10, ha preannunciato lo scopo del piano pluriennale anti-droga che verrà presentato stasera alle 18 in una tavola rotonda in Provincia. Il dibattito si presenta di particolare interesse visti i fatti di cronaca degli ultimi giorni che hanno portato alla ribalta il problema della droga nel trevigiano.

Ma per un giovane che muore stroncato da un’overdose, ve ne sono centinaia che continuano a sopravvivere senza far rumore, schiavi di una sostanza da cui non possono né vogliono liberarsi. Troppo spesso però il tossicodipendente viene considerato esclusivamente un malato oppure confuso con il delinquente comune.

“Proprio per fornire alla gente una visione corretta – ha detto il dottor Zorzi – abbiamo invitato come relatore il professor Massimo Barra, direttore del centro diurno per tossicodipendenti “Villa Maraini” di Roma. La sua presenza assume una rilevanza notevole anche per il nostro progetto Usl: suggerimenti e note tecniche, frutto di anni di esperienza contribuiranno a rendere più completo il nostro intervento.

In pratica gran parte delle iniziative in cantiere riguardano la prevenzione, presupposto fondamentale per un’azione incisiva. Associazioni e amministrazioni locali, scuola, famiglia, caserme saranno coinvolte nel lavoro che mira. ad agganciare i giovani nella totalità dei loro interessi, proponendo se necessario valori “alternativi” quali la partecipazione, la solidarietà, la pace.

Per quanto riguarda invece il campo della cura e della riabilitazione, rimarrà operante l’attuale centro tossicodipendenti, a cui però va ricercata una sede più idonea. In cantiere infine c’é la realizzazione di una comunità alloggio, per ospitare temporaneamente i casi più gravi e difficili, che necessitano di un intervento costante.

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