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Un “amico” nella notte

Da: “Erasmo”, bimestrale della Croce Rossa Italiana, anno VIII n. 42 del marzo-aprile 1996.
FONDAZIONE VILLA MARAINI
Identificazione di un ruolo tra etichetta e professione

Un discorso su Villa Maraini può prendere l’avvio da una qualsiasi delle tante iniziative che ne caratterizzano la ormai ventennale attività. C’è soltanto da scegliere se parlare prima dell’Unità di Strada o del Telefono in Aiuto, del Centro di Prima Accoglienza o del Progetto Carcere, dell’Unità HIV o della Cooperativa e delle strutture collegate.

L’importante è non perdere di vista quella che Massimo Barra definisce la filosofia della Fondazione e che trova la sua espressione in questi termini: “Non esiste la tossicomania come realtà oggettiva ed immutabile: esistono tanti tossicomani, ognuno diverso dall’altro ed anche da se stesso in funzione del tempo che passa.

Offrire una sola risposta terapeutica costringe il soggetto ad adattarsi ad un intervento non necessariamente adeguato alla sua dipendenza, con elevato rischio di abbandono o insuccesso. E’ la terapia che deve adeguarsi al soggetto e non viceversa.

Di qui la necessità di un ampio ventaglio di opportunità da offrire al tossicomane, dopo aver fatto una diagnosi esatta della sua patologia. Villa Maraini in tanti anni non ha mai rifiutato nessuno, convinta che se il drogato che vuole smettere è malato, quello che ancora non lo vuole è malato due volte e richiede un surplus di attenzione.

Per questo a Villa Maraini le modalità di intervento sono tante, tutte quelle che le attuali conoscenze mettono a disposizione di chi vive, giorno dopo giorno, il dramma della tossicomania”. Prendiamo allora in considerazione, questa volta, la sua impresa più recente, che rientra fondamentalmente nello spirito e nella logica dell’Unità di Emergenza.

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