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Tossicodipendenza: Urod; esperti ‘attenti a cosa promettono’

Da: “ANSA” – Roma, 7 settembre 1995

Un avvertimento ai tossicodipendenti e alle loro famiglie, sul metodo Urod, arriva dall’ Università, gli operatori pubblici, il mondo del volontariato: “Attenti a cosa vi vendono. Non è la guarigione ma solo la disintossicazione”. Per lanciare l’ allarme sono scesi in campo alcuni dei maggiori esperti nel settore, che aderiscono alla Società italiana tossicodipendenze.

Per Massimo Barra, responsabile della comunità “Villa Maraini” nella storia di ogni tossicodipendente ci sono tanti tentativi di smettere “l’importante è non ricominciare. La nostra comunità in 5 anni ha trattato oltre mille pazienti con il naltrexone e possiamo dire che non è la panacea”.
Secondo gli esperti della Società italiana di tossicodipendenze, dunque, l’Urod “può essere utile, ma non ha niente di magico” inoltre la terapia non ha nulla di nuovo se non il cocktail di farmaci usati nell’astinenza che il paziente passa in anestesia.

“L’alto costo ci lascia fortemente dubbiosi – ha proseguito Tagliamonte – così come l’ atteggiamento sciamanico dei medici che applicano il metodo”. Il responsabile della Federazione operatori pubblici per le tossicodipendenze (Federsert), Carlo Valenzi, ha ricordato come: ”solo nel Lazio, nel 1994 i servizi pubblici hanno trattato gratis a Naltrexone oltre 5 mila persone. Per ottenere qualche risultato è indispensabile la motivazione. I servizi pubblici non fanno false promesse ma soprattutto non costano 12 milioni”.

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