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Tossicodipendenza: don Benzi; gli operatori

Da: “ANSA” – Roma, 13 settembre 1993

“Khomeinista”, “forcaiolo”, “guru intollerante”: questi alcuni degli epiteti con cui gli operatori del settore delle tossicodipendenze hanno ribattezzato don Benzi dopo la sua proposta di “licenziare i drogati” per fare intorno a loro “terra bruciata” e accelerarne il recupero. ” Mi sembra la proposta di un integralista islamico – ha detto Massimo Barra, responsabile della comunità Villa Maraini – tutta la storia della terapia della tossicodipendenza ha altalenato tra libertà e coercizione.

I sostenitori della teoria che solo quando gli aspetti negativi della droga superano quelli positivi inizia il recupero sono favorevoli alle terapie afflittive. Il giovane deve essere allontanato da casa, gli si deve negare il lavoro, ecc.”. Questi tesi, secondo Barra, che giudica “strategicamente sbagliata la linea dura” non tengono conto del fatto che “in soggetti depressi, quali sono i drogati, a tirare troppo l’elastico si rischia di romperlo”.

Don Rigoldi, della comunità Nuova di Milano, in un’intervista a Radio radicale ha avanzato una controproposta: “una clinica psichiatrica dove mettere tutti quelli che vogliono i licenziamenti e la galera per i tossicodipendenti. A chi avanza simili proposte bisogna dargli il Valium per sedarsi e togliersi la fissa di sentirsi la mano sinistra di Dio. Il padre eterno non costringe gli uomini neanche alla salvezza eterna che vale più della salute”.

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