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Tossicodipendenza: corsi formazione per forze polizia

Da: “ANSA” – Roma, 29 aprile 1993

Anche le forze di polizia possono diventare “operatori di strada” ed aiutare il tossicodipendente a “uscire dalla droga”. Da settembre corsi di formazione professionale prepareranno carabinieri, polizia e guardia di finanza all’impatto con i tossicodipendenti di strada con il duplice scopo di conoscere come e dove indirizzarli per un aiuto specialistico e poter divenire un punto di riferimento e informazione sul problema droga per la gente comune.

E’ quanto è stato annunciato nel corso del convegno su “Il futuro delle comunità terapeutiche” organizzato dalla comunità Villa Maraini nella sede della Croce Rossa Italiana. I corsi di formazione organizzati in collaborazione con la scuola di Polizia e la consulenza dello psichiatra Luigi Cancrini, esperto nel settore della tossicodipendenza, “sono un primo passo – ha affermato Piero Innocenti, della direzione centrale antidroga del ministero dell’interno – verso una maggiore integrazione tra forze dell’ordine, servizi pubblici e comunità terapeutiche nella lotta alla droga”.

Il problema tossicodipendenza, infatti, è stato sottolineato nel convegno è vasto e riguarda la strada, il luogo dove la maggior parte dei tossicodipendenti vive. “Per questo il nostro punto di riferimento e di lavoro – ha affermato don Luigi Ciotti – deve rimanere la strada e lo scopo deve essere riuscire ad avvicinare tutti quelli che non si rivolgeranno mai ai servizi pubblici o alle comunità. Per Don Ciotti “è arrivato il momento di andare oltre la comunità terapeutica che ha rappresentato la risposta ad un’emergenza .

Il lavoro da fare contro la droga oggi è creare servizi pubblici flessibili e che vadano verso il tossicodipendente e non rimangano immobili ad aspettarlo. Serve inoltre una politica progettuale a favore dei giovani che non devono più essere considerati solo un problema ma una grande risorsa del paese”. Per Ciotti inoltre “se si vuole uscire dall’emergenza droga si deve agire in favore dell’occupazione, solo così si tengono i giovani lontani dall’emarginazione. L’enorme aumento dei tentativi di suicidio tra i giovani e la criminalità minorile sono segnali forti, a volte oscurati dalla troppa importanza che viene data alla droga”.

Secondo Luigi Ciotti la “passività , il perbenismo e la chiusura in se stesse di tante famiglie italiane rischiano di diventare un’emergenza più grave”. Massimo Barra, responsabile della comunità Villa Maraini ha evidenziato i pericoli che il caso San Patrignano scateni la demonizzazione delle comunità e il dopo referendum permetta ai medici la prescrizione ad esempio di morfina senza controlli. Per Barra “è venuto il tempo che lo Stato conosca veramente il tossicodipendente e non deleghi più alle comunità il come risolvere questo grave problema”.

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