Servizi

Tossicodipendenti informati e prudenti

Da: “Corriere della Sera” del 3 aprile 1990 – Roma.

La tossicodipendenza e l’Aids visti “dal di dentro” e attraverso un osservatorio particolarmente attento come il Sat della Usl Rm/10, uno dei pochi che a Roma fornisce servizi e informazioni indipendentemente dalla zona di provenienza degli utenti e con orari di apertura più lunghi.
L’associazione Parsec che si occupa di interventi sull’emarginazione, ha presentato i risultati di un’indagine svolta su un campione di 60 tossicodipendenti (43 uomini e 17 donne) che frequentano il Sat della Rm/10. I ricercatori, molti dei quali collaborano con la fondazione “Villa Maraini”, hanno scelto un gruppo piuttosto variegato: fra di loro c’erano lavoratori, studenti, disoccupati, con un’età variabile da 18 ad oltre 35 anni.

L’obiettivo dello studio era conoscere i loro sentimenti, le paure, il modo di comportarsi di fronte all’Aids e alla sieropositività. “In un universo fragile e disarticolato come quello dei servizi sociali romani rivolti ai tossicodipendenti”, ha detto Massimo Barra, direttore della fondazione “Villa Maraini”, “la comparsa dell’Aids ha fatto franare molti, peraltro precari, equilibri costringendo gli operatori e gli stessi utenti a cercare nuove strategie e sistemi di prevenzione”.

I risultati della ricerca sono in qualche modo sorprendenti: capovolgendo l’immagine, piuttosto diffusa, dei tossicodipendenti come categoria difficile da raggiungere da campagne di prevenzione e comunque non particolarmente interessati a difendersi dal contagio, gli intervistati hanno risposto di essere molto aggiornati sul problema.

Soltanto due persone su 60 hanno dichiarato di non seguire l’argomento attraverso giornali e tv: 37 di loro anzi leggono “sempre” gli articoli sull’Aids, mentre 15 lo fanno “qualche volta”. Le donne dimostrano di essere più attente all’informazione sulla malattia, ma entrambi i sessi preferiscono i giornali alla televisione come veicolo di conoscenza delle problematiche dell’Aids.

“Quest’ultimo dato”, hanno spiegato gli autori della ricerca, “dovrebbe far riflettere i tecnici del ministero della Sanità che programmano le campagne di prevenzione, basate quasi sempre più su messaggi televisivi che sulla carta stampata”. Un’altra “scoperta” della ricerca del Parsec è la modificazione dei comportamenti di molti tossicodipendenti: 48 su 60 hanno dichiarato che sempre più raramente ricorrono allo scambio di siringhe, per paura di contrarre la malattia.

Quasi tutti inoltre si sono sottoposti (alcuni più volte) ai test sulla prevenzione. Anche per quanto riguarda le abitudini sessuali, molti hanno dichiarato di difendersi dall’eventuale contagio attraverso l’uso di profilattici. Un terzo degli intervistati inoltre considera con più prudenza la possibilità di mettere al mondo figli.

Fra i servizi e le iniziative che gli utenti vorrebbero ricevere da parte del Sat, la quasi totalità degli intervistati mette al primo posto “l’informazione sulle modalità del contagio”, poi “l’istituzione di un servizio di assistenza psicologica per i sieropositivi” mentre la distribuzione gratuita di siringhe è considerata secondaria.

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