Servizi

“Telefono in aiuto” Azzaro vuole i nomi dei giovani in cura

Da: “L’Unità” del 23 marzo 1991 – Roma.

Un elenco. Nomi e indirizzi dei ragazzi in cura nei servizi comunali antidroga di Villa Maraini e delle loro famiglie. Un bello schedario di più di duecento nominativi, compresi quelli dei giovani detenuti seguiti dagli operatori di “progetto carcere”. Lo ha chiesto l’assessore Giovanni Azzaro ai dirigenti di “Telefono in aiuto”. Una letterina “urgente” intestata Comune di Roma, assessorato ai servizi sociali e firmata, cordiali saluti, da Azzaro.

Gli operatori ancora non si sono ripresi dallo stupore. Finora Azzaro ha usato tutt’altre maniere con loro. Ritardava i pagamenti, diceva che non gli piacevano i metodi terapeutici. Poi ha appaltato “Telefono in aiuto” a una società di studi, la Logos Ricerche, togliendolo alla fondazione. Una gara annullata dal segretario comunale.

Ora chiede i nomi dei 158 utenti. “Sono perplesso – dice Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini – Oltretutto mi sembra che una richiesta simile sia in contrasto con la legge che vincola gli operatori della sanità al segreto professionale”. Ci pensa su, poi riprende il discorso. “Uno dei pregi di Villa Maraini è sempre stata la discrezione.

E intendiamo anche in futuro rimanere fedeli a questa condotta”. Intanto però qualcosa si muove. La commissione sanità del Campidoglio ha votato all’unanimità nell’ultima seduta un documento a favore del rinnovo della convenzione alla Fondazione Villa Maraini. Con il sì del presidente della commissione, il socialista Renato Masini. “E’ stata sventata la manovra per liquidare Villa Maraini e dare il servizio a organismi più vicini a Azzaro – dice Augusto Battaglia del Pds – Certo che è strana questa richiesta dell’elenco.

Più che una verifica tecnica, ha tutto l’aspetto di una volontà di controllo politico forse a fini elettorali”. Intanto, martedì prossimo i giovani dc hanno organizzato un dibattito dal titolo: “Droga, che fare? non chiudere Villa Maraini”. E hanno invitato Azzaro.

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