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Stupefacenti: prove metodo contro crisi astinenza

Da: “ANSA” – Roma, 17 giugno 1981
Sono finora 34 i tossicodipendenti che hanno sperimentato il cosiddetto ” metodo Tamburrino”

Per superare la crisi di astinenza da oppiacei presso la comunità terapeutica della croce rossa italiana ” Villa Maraini” a Roma. L’ eliminazione della crisi di astinenza in 24 ore sembra essere stata completa in 32 casi. il metodo ha ottenuto anche la disassuefazione da stupefacenti che per otto persone dura da due mesi. Questi risultati sono stati resi noti dalla direzione di ” Villa Maraini”.

I soggetti che sono stati sottoposti alla sperimentazione sono 28 uomini e sei donne, divisi in tre gruppi di 8, 15 e 11 persone: le prove sono state compiute il 10 aprile, il 4 maggio e il 10 giugno scorsi. i pazienti, di età media intorno ai 24 anni, con punte minime di 19 e massime di 35, assumevano stupefacenti da un minimo di 4 anni ad un massimo di 16 (un caso) con dosaggi intorno al grammo quotidiano di eroina. I migliori risultati sembra siano stati ottenuti in persone che assumevano eroina fino a 500 mg al giorno, oppure 30-35 mg di metadone o 5 fiale quotidiane di mg di morfina pura. Alle prove ha assistito anche un consulente del ministero della sanità, Aniasi.

Il metodo della dottoressa Eugenia Tamburrino consiste in 12 microiniezioni (di procaina, iodio e vitamina b 1) fatte in pochi minuti nel naso e nei lobi delle orecchie secondo norme di mesoterapia, agopuntura e auricoloterapia. Altre prove sono previste a ”Villa Maraini” in attesa che il metodo sia sottoposto a sperimentazione in un istituto pubblico di ricerca.

La liberazione della dipendenza fisica, ha osservato il direttore di ”Villa Maraini” , dott. Massimo Barra, “E’ importante, perché ottenuta senza l’ aiuto di metadone, morfina o psicofarmaci, ma è necessario che sia completata da un intervento psicoterapeutico. la comunità di ”Villa Maraini” potrebbe intervenire in modo molto più incisivo se avesse disponibile la decima parte dei 130 milioni di lire stanziati da Comune, Usl e Regione Lazio.

Un risultato importante è che i primi otto soggetti trattati abbiano espresso il desiderio di rimanere nella comunità per aiutare coloro che saranno sottoposti alle prove future, nelle 24 ore in cui rimangono in osservazione”.

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