Servizi

Quando lo spacciatore è in vacanza: la lunga estate calda del drogato

Da: “Il Giornale” dell’11 agosto 1988 – Roma.
Prezzi alle stelle ed eroina tagliata male: per il tossicodipendente sono giorni infernali
E a settembre, per la quarta volta, il governo proverà a varare una nuova legge sugli stupefacenti

Estate maledetta per i drogati. Gli spacciatori vanno in vacanza. E chi rinuncia alle ferie alza il prezzo. Un grammo d’eroina può costare anche 250 mila lire (invece delle 130-150 mila della bassa stagione). La “roba” peggiora. I tagli scadono. Proliferano gli intrugli mortali. Il tossicodipendente ingenuo muore fulminato da cocktail di metadone, psicofarmaci e alcool.

Ma l’ingenuità fa parte del “gioco”: farsi è come sottoporsi al lento suicidio della roulette russa. E in estate è più pericoloso. “Il tossicomane rischia sempre” – spiega Massimo Barra, consulente del Comune dì Roma per i problemi della tossicodipendenza -, “anche se la morte per droga è una variabile imponderabile. E’ legata al caso, perché quasi mai chi si inietta una sostanza ne conosce l’esatta composizione.

Tanto meno in questo periodo”. Lo spacciatore di fiducia scompare dalla scena. Il tossicomane abituato a un tasso di eroina del 20 per cento, può imbattersi in dosi del 40 per cento, per lui eccessive, mortali. L’overdose è in agguato. Per alcuni l’estate è un’occasione. Provano a non bucarsi, ma perdono in compenso lo “scudo” dell’assuefazione.

In un periodo di coraggiosa astinenza, uno sgarro ai buoni propositi per una dose “normale” può dare la morte. L’afa aggrava la depressione. Magari, oltre allo spacciatore, sono in ferie anche il medico e la famiglia, e sono guai. Ne sanno qualcosa gli operatori del “Telefono in aiuto”, un centro di ascolto e di assistenza 24 ore su 24 che in circa due anni di attività, (dal 1 maggio 1986 al 30 giugno di quest’anno), ha ricevuto quasi 17 mila richieste d’aiuto. Qualche decina anche ieri.

Un ragazzo ha chiamato perché era svenuto e doveva farsi ricoverare. Una ragazza, tossicodipendente e alcolista, ha telefonato in piena crisi, soffocata dell’ansia. Numerosi i “casi psichiatrici”, gli appelli delle persone sole che si svegliano di notte e cercano compagnia. “Mio figlio ha tentato il suicidio” – si è confidata una madre -. “Credo che si droghi. Non ne posso più. Vi farò richiamare da lui al più presto”.

Non è mancata neppure la telefonata del tossicomane abbandonato a Roma dalla famiglia in vacanza. E ancora: i malati di Aids e i paranoici dell’Aids (come i mariti infedeli che vorrebbero sentirsi condannare a morte per espiare i tradimenti). “Molti dei nostri assistiti” – spiega Tiziana Ghirardi, operatrice del “Telefono in aiuto” (il 5311507 di Roma) – “ci chiamano da fuori per trasferire il piano di cura col metadone da una struttura sanitaria all’altra, in villeggiatura”.

“Ma chi sta male davvero” – aggiunge Marcello Giudicissi, operatore sociale – “non va in ferie, e la famiglia resta quasi sempre con lui”. Marcello mette in guardia contro i derivati dell’oppio che possono facilmente essere comprati in farmacia con le “ricette bianche” (altro che quelle “rosa”, più delicate): “Non risultano neppure sulle tabelle degli stupefacenti”, protesta. Il 36,9 per cento degli “utenti” del 5311507 ha un’età compresa fra i 24 e i 27 anni.

Seguono, per incidenza, le fasce di età sopra i 31 anni (25,3 per cento), fra i 20 e i 23 (24,1 per cento), fra i l6 e i 19 (10,2 per cento), e i minori di 16 (3,5 per cento). A chiedere aiuto sono per lo più le madri, seguite dagli stessi tossicodipendenti e dai padri. Il sottosegretario liberale Raffaele Costa ha auspicato “un patto tra le forze politiche che impegni tutti ad arrivare entro l’anno a una nuova legge sugli stupefacenti”.

Un disegno di legge governativo è stato messo a punto mercoledì nelle linee generali in un vertice a Palazzo Chigi. Dovrebbe approdare alle Camere in settembre. “E’ la quarta volta che il governo ci prova” – osserva Costa – “ma finora ogni iniziativa si è sciolta negli ingorghi delle conflittualità ideologiche o, se si preferisce, delle commissioni parlamentari”.

,