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Provincia e Regione impegnate contro “carceri piene e malate”

Da: “Momento Sera” del 15 giugno 1994
Celle infernali

A FRONTE di appena 27.000 posti disponibili, in Italia il numero dei detenuti è salito a 56.000, ciò che pone gravi problemi di sovraffollamento, rendendo problematica l’opera di rieducazione e creando tensioni che potrebbero sfociare in atti di violenza. Anche per tali motivi, l’Assessore alle Politiche della Solidarietà della Provincia di Roma ha intensificato le sue attività all’interno delle carceri con particolare attenzione rivolta ai gruppi di detenuti più vulnerabili, utilizzando al meglio e coordinando l’impegno delle organizzazioni impegnate nel sociale.

Nel mentre proseguono i 7 gruppi settimanali di detenuti tossicodipendenti condotti da Villa Maraini e i gruppi di informazione sull’Aids gestiti da Ibis, un programma particolare è stato affidato al circolo Mario Mieli per 30 gruppi di auto-aiuto per detenuti transessuali. Il programma, appena iniziato prevede 30 incontri di 2 ore e si prefigge l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei transessuali, aiutandoli a costruire una convivenza serena con gli altri detenuti e superando il disagio di chi è emarginato tra gli emarginati.

Secondo l’Assessore Massimo Barra “La strategia dell’auto-aiuto va progressivamente estesa a tutti i detenuti. I gruppi coordinati da psicologi, offrono alle persone in difficoltà la possibilità di riflettere sui propri comportamenti e le aiutano a superare problematiche che individualmente appaiono come insormontabili e fonte di aggressività e sofferenza” I detenuti indigenti o extra comunitari non riescono a godere pienamente del diritto alla salute perché non possono pagare il ticket per visite specializzate ed esami diagnostici, che la legge fissa ad un massimo di 100 mila lire.

A questi detenuti, dunque, non e possibile attualmente assicurare molte forme di assistenza sanitaria ordinaria, mentre è garantito il ricovero ospedaliero urgente. Questo problema è stato affrontato stamane alla Pisana in un incontro della Commissione criminalità, presieduta da Angiolo Marroni, – presenti i vice presidenti Raniero Benedetto, Evelina Alberti e Paolo Emilio Guerra – con una delegazione del mondo carcerario del Lazio, guidata dal provveditore Luigia Culla, e con rappresentanti dei servizi assistenziali dei comuni di Frosinone, Latina e Velletri sedi di carceri. Dall’esame compiuto si è messo in evidenza, in primo luogo, che la Regione Lazio in materia non ha alcuna competenza di legge e che il decreto legge 615/94, n. 263, sulle disposizioni urgenti in materia sanitaria, assegna ai comuni tramite il Ministero dell’Interno, 100 miliardi per la pluralità dei cittadini indigenti, mediante un riparto automatico basato sul rapporto residenti/reddito medio pro capite dei comuni.

Questo meccanismo – è stato rilevato – se venisse mantenuto in sede di conversione in legge del decreto, penalizzerebbe fortemente i comuni che ospitano carceri e creerebbe una forte disparità di trattamento fra i cittadini poveri . Marroni ha concluso l’incontro annunciando un intervento della Commissione presso il Ministro dell’Interno affinché i comuni italiani con Istituti carcerari abbiano una quota aggiuntiva dei fondi per gli indigenti; oppure, che uno stanziamento speciale venga assegnato al Ministero di Grazia e Giustizia e da quest’ultimo ripartito ai Comuni interessati.

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