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Prorogata la chiusura. Si decide su Villa Maraini

Da: “Corriere della Sera” di mercoledì 29 marzo 1978

Villa Maraini, che ospita la comunità terapeutica per tossicodipendenti, non chiuderà venerdì 31. La notizia, che ha tenuto nelle ultime settimane in continua tensione ospiti e operatori, proviene dallo stesso presidente della Croce rossa italiana, Angelo Savini Nicci. Si tratta, al momento, solo di una breve proroga sulla data prevista: il conto alla rovescia non è dunque finito, molte nubi minacciano ancora il futuro dl questa coraggiosa iniziativa sperimentale.

Ci sono, nel futuro della comunità, dl Villa Maraini, che ospita giovani decisi a vincere il mortale ricatto della droga, molti ostacoli burocratici. I quali derivano anche dai passaggi di competenze, in questo specifico campo, dall’amministrazione centrale alla Regione. Ma, ecco, infatti. L’attività di Villa Maraini, in quanto iniziativa sperimentale, era a termine e avrebbe dovuto concludersi nello scorso dicembre.

“Io detti una proroga fino al 31 marzo – dice Savini Nicci – per tre motivi: ottenere nel frattempo le necessarie autorizzazioni a proseguire dalle autorità regionali, secondo trovare adeguati mezzi finanziari, terzo risolvere alcuni problemi operativi (personale, stabile). Le trattative, in questo senso, sono subito iniziate e i risultati si possono considerare positivi.

Non si potrà tuttavia giungere a una conclusione entro la fine del mese, malgrado la migliore volontà della Regione e nostra in conseguenza – conclude il presidente Savini Nicci – darò una proroga alla chiusura fino alla prossima riunione del consiglio direttivo della Croce rossa italiana. Mentre i ragazzi della comunità indicono conferenze stampa, completamente autogestite a difesa della vita dì Villa Maraini, continuano le prese di posizione polemiche.

“Due giorni fa – spiega il dottor Barra – mi sono dimesso dalla direzione di Villa Maraini, giudicando irresponsabile l’atteggiamento tenuto dalla Croce rosse in questa circostanza”. Non si può minacciare la chiusura, promettere la riapertura senza creare nei giovani e nel personale un’ansia in ogni senso grave e controproducente.

“Non per nulla uno dei nostri pazienti, dopo aver appreso la notizia della chiusura dl Villa Maraini, è tornato a bucarsi, finendo in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’Ospedale San Camillo”. Per agire nella direzione giusta, si insiste a Villa Maraini, c’è bisogno di garanzie sicure, che permettano di andare avanti con tranquillità e nella certezza di avere davanti dei tempi lunghi.
Vivere alla giornata può essere, per tutti molto dannoso. L’intento – dice infatti Barra – è quello di ottenere il benessere dei pazienti, di far si che stia meglio nella propria pelle, e non solo quello di evitare che si buchi.

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